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L'opposizione cambogiana ha boicottato oggi in blocco la prima sessione del Parlamento uscito dalle elezioni dello scorso luglio, di cui rivendica la vittoria accusando il premier Hun Sen di irregolarità.

Nella capitale Phnom Penh, dove le autorità hanno allestito un imponente cordone di sicurezza dopo le ripetute manifestazioni delle ultime settimane, nessun esponente del Cnrp (Partito nazionale di salvezza della Cambogia) ha presenziato all'apertura dei lavori dell'Assemblea nazionale, come minacciato nei giorni scorsi di fronte al rifiuto di Hun Sen di far luce sui presunti brogli.

Nonostante i colloqui tra Hun Sen e Sam Rainsy, leader del Cnrp, le due parti rimangono distanti sulla questione dell'istituzione di una commissione indipendente che faccia luce sulle irregolarità. L'opposizione, che ha ottenuto 55 seggi su 123, sostiene di essere stata derubata di 2,3 milioni di voti, che se contati regolarmente le avrebbero consentito di arrivare a quota 63 seggi.

Hun Sen, "uomo forte" al potere dal 1985, è un ex Khmer rosso che si è tradizionalmente proposto come il baluardo contro un ritorno del caos causato dal regime, da cui disertò passando dalla parte dei liberatori vietnamiti. In un Paese dove il 70 per cento della popolazione ha meno di 30 anni, Hun Sen ha però perso la fiducia di molti giovani senza memoria della guerra civile, di fronte al crescente autoritarismo e alla corruzione dilagante sotto il suo governo.

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SDA-ATS