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WASHINGTON - Camminare regolarmente in età avanzata fa bene non solo al corpo ma ancor più al cervello: un nuovo studio americano ha scoperto che negli ultrasessantenni l'esercizio del camminare "ha rafforzato le connessioni dei circuiti del cervello" migliorando coordinazione nelle attività quotidiani e i processi cognitivi.
Pubblicata sulla rivista 'Frontier in ageing Neurosciencè ('Frontiere nella neuroscienza dell'invecchiamentò), la ricerca è stata condotta da un team di esperti dell'università dell'Illinois su un gruppo di più di 70 volontari tra i 60 e gli 80 anni messi a confronto con un gruppo di ventenni.
Alcuni anziani sono stati sottoposti ad un regime di camminate quotidiane per un anno altri no: a 12 mesi di distanza dall'avvio dei test gli ultrasessantenni che camminavano regolarmente hanno evidenziato benefici "in termini di miglioramento della memoria, della attenzione e di molti altri processi cognitivi".
La risonanza magnetica fatta al cervello dei 'camminatorì anziani ha anche rivelato "funzioni cerebrali, misurate in termini di attività in specifiche regioni del cervello, simili a quelle dei ventenni".
Secondo l'autore del rapporto, Arthur Kramer "il camminare stimola la coerenza dei network cerebrali che usualmente declina con l'età Quando si invecchia le attività che richiedono l'integrazione di molti stimoli come guidare diventano più difficili ma semplicemente camminare può migliorare queste funzioni".

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SDA-ATS