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La Confederazione potrebbe applicare un nuovo sistema per i canoni d'acqua delle aziende elettriche.

KEYSTONE/GIAN EHRENZELLER

(sda-ats)

I canoni d'acqua, che le aziende elettriche devono versare a Cantoni e Comuni per produrre energia idroelettrica, in futuro potrebbero essere calcolati con un nuovo metodo e risultare meno costosi.

La Confederazione sta esaminando la possibilità di suddividere il canone in una parte fissa e una variabile.

"Una parte del canone sarebbe fissa, l'altra variabile in funzione dei ricavi dei produttori di energia", ha spiegato Walter Steinmann, direttore dell'Ufficio federale dell'energia ai microfoni della radio della Svizzera tedesca.

Attualmente i canoni sono indipendenti dagli introiti delle aziende elettriche. Con lo "splitting", Cantoni e Comuni riceverebbero meno soldi se gli affari fanno male. Se Cantoni e aziende elettriche non giungeranno ad una soluzione concordata, "presenteremo la nostra proposta nella seconda metà dell'anno", ha detto Steinmann.

Vista la difficile situazione dell'energia idroelettrica svizzera, il parlamento federale con una mozione ha chiesto al governo di elaborare una nuova normativa in materia di canoni per i diritti d'acqua per il periodo successivo al 2019 "tenendo conto della situazione concreta delle centrali idroelettriche e dei meccanismi di incentivazione previsti dalla Strategia energetica 2050".

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SDA-ATS