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Passeggeri in attesa all'aeroporto di Gatwick

KEYSTONE/AP PA/GARETH FULLER

(sda-ats)

Caos British Airways, passeggeri a terra. Una "catastrofica avaria" informatica ha mandato oggi in tilt i computer della compagnia di bandiera britannica, dando il la a una giornata di passione negli aeroporti del Regno Unito, con centinaia di voli cancellati.

Tutto sarebbe nato da un banale "guasto elettrico", in base ai risultati delle prime verifiche resi noti dall'amministratore delegato, Alex Cruz. Quasi impensabile, viste le conseguenze.

L'emergenza ha investito in particolare Heathrow e Gatwick, i due maggiori scali di Londra, dove i decolli con la sigla BA sono stati annullati tutti fino al termine della giornata, dopo un primo avviso che limitava la 'sospensione' fino alle 18 locali. E l'effetto a catena è stato globale.

La dimensione dell'incidente ha fatto aleggiare l'ombra di un nuovo mega cyberattacco, ipotizzato del resto da qualche dipendente della British nei concitati dialoghi con passeggeri più o meno infuriati alla ricerca di spiegazioni. Ma l'azienda, almeno per ora, lo ha escluso.

"Non abbiamo prove che si tratti di un'incursione di hacker", ha dichiarato a metà giornata un portavoce. Resta dunque, salvo contrordini, la versione di un problema tecnico, pur di portata gravissima: "a major failure", nelle parole asettiche dei comunicati, un vero e proprio "crash", ossia un tracollo dei sistemi, in quelle dei media.

British Airways aveva del resto sperimentato una doppia avaria alla rete per i check-in già nel giugno e nel settembre del 2016. Ma nulla rispetto al "blackout globale" di oggi.

"L'intero sistema si è congelato, in queste condizioni nessun aereo può essere fatto decollare, nessun bagaglio movimentato, nessun controllo eseguito sull'identità dei passeggeri, in sostanza non si può fare nulla di nulla", ha spiegato alla Bbc Julian Bray, un esperto di aviazione civile, lamentando la mancanza - evidente - di un backup appropriato.

Il sindacato Gmb ha imputato da parte sua il disastro alla scelta di esternalizzare una serie di servizi attraverso il meccanismo dell'outsourcing, "compromettendo l'integrità e la sicurezza" della rete informatica. Accuse respinte dal management.

Come che sia, per migliaia e migliaia di passeggeri è stato un mezzo inferno, in un Paese già turbato dall'allerta terrorismo dopo il recente attentato kamikaze di Manchester.

Le testimonianze raccolte fra la gente rimasta in coda o ridottasi a bivaccare nei terminal londinesi si sono colorate d'ira, talora di rassegnazione, più spesso di sarcasmo e d'incertezza, se non di angoscia. Mentre gli sfoghi hanno continuato a correre fino a sera anche sui social media, fra messaggi, foto e video. C'è chi è rimasto ore ad aspettare un'informazione definitiva. Chi ha fatto in tempo a imbarcarsi su un aereo, per ritrovarsi bloccato a lungo sulla pista prima che il pilota annunciasse il 'fuori tutti', riferendo di "un catastrofico intoppo ai computer" di British Airways.

Philip Bloom, in attesa di partire da Londra per Belfast, ha raccontato: "Non ci hanno detto molto, solo che si trattava di un guasto globale al sistema informatico. Non erano neppure in grado di spostarci sui voli di un'altra compagnia perché non li vedevano sui terminali". Oltre al disagio, poi, la paura. "Qui siamo ammassati nel caos", ha twittato a un certo punto da Heathrow una cittadina straniera, Roshni Burt, diretta nel Bahrein: "sono scioccata per la mancanza di sicurezza".

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SDA-ATS