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Carne: cala ancora il consumo in Svizzera

Continua a calare il consumo di carne in Svizzera. KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 marzo 2020 - 15:43
(Keystone-ATS)

Nel 2019 per il quarto anno consecutivo in Svizzera si è consumata meno carne. La merce venduta, elvetica e importata, è calata dell'1,4% su base annua a 214'470 di tonnellate.

L'aumento dei prezzi è stato sufficiente a compensare la contrazione delle vendite, e ha permesso di mantenere stabile il giro d'affari, scrive l'Ufficio federale dell'agricoltura in un rapporto pubblicato oggi.

Il fatturato ha raggiunto 4,57 miliardi di franchi nel commercio al dettaglio. Si tratta dello 0,1% o di 4 milioni di franchi in più rispetto al 2018. In media, il prezzo al chilo della carne è aumentato dell'1,5% a 21,30 franchi.

In testa alle preferenze dei consumatori si conferma la carne di pollo, che ha fatto segnare un incremento delle quantità vendute dell'1,9% a 50'890 tonnellate. Il consumo di pollame per abitante ha però stagnato per la prima volta da anni a 14,2 chili (-0,1%), secondo l'organizzazione di settore Proviande.

I cali più importanti di vendita, e rispettivamente di fatturato, si registrano per l'agnello fresco (-7,4% e -8,5%) e per il vitello (-1,8% e -2,8%). Le vendite di maiale sono dal canto loro scese del 4,7%. Nonostante il sostanziale calo delle vendite di carne fresca, i pezzi nobili rimangono il principale motore di questo settore.

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