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ZURIGO - Gli svizzeri hanno speso l'anno scorso 1,7 miliardi di franchi per l'acquisto di giornali e riviste, l'1,2% in meno rispetto al 2008. Le inserzioni pubblicitarie sono invece scese del 20,4% ed hanno generato 1,9 miliardi di franchi. Le entrate complessive della carta stampata hanno così raggiunto i 3,6 miliardi, con un calo pari al 12,3%.
"Stiamo passando momenti difficili, ma sarebbe sbagliato parlare di crisi", ha dichiarato oggi a Zurigo Hanspeter Lebrument, presidente dell'organizzazioni degli editori "Stampa Svizzera", durante la presentazione di uno studio sulle spese per i media. La riduzione contenuta della spesa dei privati dimostra, secondo Lebrument, "il buon attaccamento" dei lettori.
Fatta eccezione di due giornali gratuiti, nel 2009 quasi tutte le testate svizzere sono rimaste sul mercato. E a parte qualche piccolo cambiamento di proprietà, il panorama editoriale è rimasto stabile come mai da molto tempo. Per gli editori - ha proseguito Lebrument - il principale grattacapo è rappresentato dal crollo delle inserzioni, che d'un colpo ha mandato in fumo mezzo miliardo di franchi.
Complessivamente nella Confederazione sono stati spesi l'anno scorso per tutti i mezzi di comunicazione 12,9 miliardi di franchi: una cifra in calo del 3,9% rispetto al 2008. In media ogni economia domestica ha speso 2918 franchi, praticamente la stessa cifra del 2008. Anche nel contesto generale a diminuire sono state in particolare le entrate pubblicitarie, scese del 15,1% a 2,8 miliardi di franchi.
Lo studio pubblicato dagli editori tiene contro delle spese effettuate, oltre che per la carta stampata, per la radio, per la televisione, il cinema, i libri, i prodotti elettronici e per la tecnologia dell'informazione.

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SDA-ATS