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In Svizzera i soccorritori di montagna nel 2010 sono intervenuti per aiutare 2426 persone in difficoltà, il 2% in più rispetto all'anno precedente. Il numero totale dei morti è rimasto praticamente stabile: 173 contro i 171 del 2009. Lo riferisce oggi il Club Alpino Svizzero (CAS).

Nella sola pratica dei classici sport di montagna nelle Alpi e nel Giura, sono morte 124 persone, l'11% in più del 2009. La maggior parte hanno perso la vita in escursioni con gli sci o a piedi e nelle scalate. Con il parapendio e con il rampichino si sono uccise 13 persone. Le alte 36 per le conseguenze di una malattia, perlopiù problemi cardiocircolatori.

Quasi la metà delle vittime, 83, si è ammazzata in una caduta; in gran parte, 49, in escursione a piedi. Le valanghe hanno ucciso 30 persone (+7), quasi tutte sugli gli sci. Il solo incidente del 3 gennaio sul Drümännler, nella Diemtigtal bernese, ha provocato sette morti: sei sciatori e un medico soccorritore.

L'anno scorso ci sono invece stati nettamente meno morti fra gli alpinisti: 17 (di cui 15 stranieri) contro i 26 del 2009. Secondo il CAS il calo del numero di scalatori deceduti è da ricondurre alle condizioni meteorologiche particolarmente sfavorevoli del mese d'agosto.

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SDA-ATS