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La risposta del consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi alla richiesta del Segretario di stato Mario Gattiker affinché il Ticino riveda l'obbligo imposto ai frontalieri e dimoranti di presentare l'estratto del casellario giudiziale è giunta a destinazione.

È quanto si legge in una laconica presa di posizione del Ufficio federale della migrazione (SEM) inviata all'ats, in cui non figura alcun particolare o commento sul contenuto della missiva, né sulle indiscrezioni apparse sui media.

Nella sua presa di posizione, il SEM si limita a precisare che le parti sono sempre in contatto. Nessuna indicazione invece sul contenuto della lettera, anticipato dal Corriere del Ticino di qualche giorno fa, secondo cui il capo del Dipartimento istituzioni del Canton Ticino non intende per il momento fare marcia indietro.

Gobbi, come riportato dal quotidiano ticinese, giustifica il mantenimento dell'obbligo di un estratto del casellario giudiziale e dei carichi pendenti per chi deve rinnovare il permesso B o G, con motivi legati alla sicurezza e all'ordine pubblico.

A causa di questo provvedimento, l'Italia ha chiesto alla Commissione Ue di avviare una nuova procedura di infrazione contro la Svizzera. Un'altra procedura è in corso in seguito alla decisione del parlamento ticinese di innalzare al 100% il moltiplicatore d'imposta comunale applicato ai frontalieri.

Circa l'obbligo di procurarsi un estratto del casellario, le autorità federali hanno fatto sapere a Bellinzona che le misure introdotte a inizio anno nei confronti dei frontalieri non sono conformi agli accordi bilaterali con l'UE. Gattiker aveva inviato una lettera in tal senso al ministro leghista, chiedendogli di rivedere questa decisione.

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SDA-ATS