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Caso Adeline: Fabrice A. pienamente responsabile secondo periti (foto simbolica)

KEYSTONE/FREDERIC BOTT

(sda-ats)

Fabrice A. è pienamente responsabile dell'uccisione della socioterapeuta Adeline nel settembre 2013: lo hanno dichiarato oggi due periti psichiatrici francesi davanti al Tribunale criminale di Ginevra. Il rischio di recidiva è giudicato molto elevato a breve scadenza.

Entrambi gli esperti ritengono che il 42enne non sia afflitto da una malattia mentale o psichiatrica, ma piuttosto da turbe della personalità psicopatico-perverse.

In merito ai pronostici, uno dei periti ritiene la situazione dell'imputato "evolutiva": attualmente "non disponiamo di elementi clinici per affermare che non cambierà mai". Molto alto a breve scadenza, il rischio di recidiva è difficile e impossibile da prevedere a medio e lungo termine, hanno aggiunto entrambi.

Il fantasma di Fabrice A. è l'onnipotenza, la possibilità di poter decidere della vita o della morte altrui. I fattori sessuali sono soltanto "secondari": il delitto da lui commesso - hanno indicato - non può essere definito sessuale. Si tratta piuttosto di un'"orgia narcisistica", analoga a quella provata dai serial killer.

L'imputato non gode della sofferenza altrui, "ma vi è indifferente", ha dichiarato uno dei periti. Alla domanda di come si potrebbe aiutare Fabrice A., posta dal presidente della Corte, il perito ha risposto che occorrerebbe in primo luogo "ricondurlo alla modestia".

Gli esperti hanno anche sottolineato la grande volubilità di Fabrice A., "che può perfettamente fornire risposte diverse alle medesime domande, a seconda dei momenti e degli interlocutori".

I due specialisti hanno incontrato l'imputato separatamente durante l'estate 2015 per circa due ore e mezzo. Hanno stilato il loro rapporto sulla base di questi incontri e utilizzando gli elementi del procedimento messi a loro disposizione. Questa metodologia era stata criticata nell'ambito del primo processo e aveva motivato la sua sospensione.

Oggi i due esperti hanno dichiarato di aver avuto all'epoca sufficienti elementi per stilare il loro rapporto. Se l'avessero considerato utile - hanno assicurato - avrebbero chiesto ulteriori colloqui con l'indiziato.

In mattinata, Fabrice A. ha ammesso di aver elaborato uno scenario di evasione in cui prendeva anche in considerazione di uccidere qualcuno. Arrabbiandosi a più riprese, ha tuttavia negato qualsiasi premeditazione.

Il processo proseguirà domani con l'interrogatorio dei due periti psichiatrici elvetici, già ascoltati anch'essi durante il primo procedimento.

SDA-ATS

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