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La consigliera nazionale Christa Markwalder (PLR/BE) sarebbe stata vittima di un ricatto nella vicenda che la vede coinvolta per aver trasmesso informazioni parlamentari riservate a una lobbista che rappresentava gli interessi del Kazakistan.

"Qualcuno ha preteso soldi da me per passare certe informazioni sotto silenzio", ha dichiarato l'interessata in un'intervista alla Schweiz am Sonntag, precisando che ha sporto denuncia.

Secondo la Markwalder, una delle due persone che l'hanno a loro volta denunciata al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha tentato maldestramente, tramite una mail, di farle capire che avrebbe voluto dei soldi. Di fronte al suo rifiuto, l'uomo ha presentato una denuncia all'MPC: "ciò è intollerabile", ha commentato la parlamentare bernese.

La consigliera nazionale del PLR non ha voluto rivelare l'identità dell'individuo in questione: la sua denuncia è ancora pendente, mentre la seconda persona ha nel frattempo ritirato la sua", ha detto la Markwalder, la quale se l'è pure presa con l'MPC perché, a suo avviso, si è ostinato a chiedere la rimozione della sua immunità parlamentare, pur essendo a conoscenza del ricatto che era stato esercitato nei suoi confronti.

"Il procuratore della Confederazione aveva segnalato al mio avvocato che la richiesta concernente la rimozione dell'immunità non avrebbe potuto essere ritirata vista la forte mediatizzazione della vicenda", ha aggiunto la vicepresidente del Consiglio nazionale. In seguito, il Parlamento si è tuttavia rifiutato di toglierle l'immunità.

Stando al domenicale, l'MPC non ha voluto commentare né la denuncia della Markwalder né il tentativo di ricatto. La procura federale ha indicato che le inchieste in corso per sospetta violazione del segreto di ufficio e per sospetto spionaggio politico dovrebbero ben presto essere ultimate.

Nessuna sanzione

Nel giugno 2013, la Markwalder aveva depositato un'interpellanza sulle relazioni tra la Svizzera e il Kazakistan - su incarico dell'agenzia di pubbliche relazioni Buson Marsteller - nella quale poneva al Consiglio federale diverse domande sul proseguimento dei rapporti tra i due Paesi.

Non sarebbe però stata lei a redigere il testo dell'atto parlamentare, ma la lobbista Marie-Louise Baumann. Questa agiva su incarico del partito kazako Ak Schol, che si dice di opposizione, ma in realtà è vicino al regime.

La consigliere nazionale del PLR, dopo aver salvato la propria immunità parlamentare, in agosto è sfuggita anche a un'eventuale sanzione disciplinare.

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SDA-ATS