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Nuovo episodio nella saga per il controllo di Sika: la Commissione delle offerte pubbliche d'acquisto (COPA) ha giudicato "valida" la clausola di "opting-out", che consente alla società francese Saint-Gobain di assumere il controllo del gruppo di specialità chimiche elvetico senza necessariamente essere obbligata a lanciare un'OPA sull'insieme del capitale. Questa decisione è stata interpretata come una vittoria da parte della holding SWH, che rappresenta gli interessi degli eredi di Sika, mentre per i vertici dell'azienda, che si oppongono con vigore alla transazione, la situazione non è sostanzialmente cambiata.

"Con la conferma della clausola, SWH ha ottenuto un successo importante nelle battaglie giuridiche con Sika", si legge in un comunicato diffuso ieri sera dalla holding Schneker-Winkler (SWH) . Dal canto suo, Sika precisa in una nota odierna che la COPA non si è pronunciata sul nocciolo della questione, ovvero la contestazione del "carattere abusivo" dell'operazione. La direzione generale e il cda del gruppo elvetico aggiungono che analizzeranno la decisione della COPA nei dettagli e redigeranno una presa di posizione entro il 12 marzo.

Lo scorso dicembre la famiglia fondatrice Burkard-Schenker aveva annunciato la cessione della propria partecipazione, pari al 16,4% del capitale azionario e al 52,6% dei diritti di voto, alla concorrente Saint-Gobain per 2,75 miliardi di franchi. La direzione generale di Sika e il cda si erano sin dall'inizio opposti all'operazione.

Per sbloccare la situazione, SWH ha portato il caso anche davanti alla giustizia di Zugo.

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SDA-ATS