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L'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro e in particolare l'introduzione di tassi di interesse negativi hanno accentuato la pressione sulle casse pensione. Il rendimento medio del patrimonio degli istituti di previdenza rimane insufficiente.

Ciò nonostante nel 2014 la maggior parte degli istituti di previdenza presentassero un grado di copertura nettamente superiore al 100%, ha indicato oggi la Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP). Sono quindi necessari adeguamenti per consentire un finanziamento duraturo degli istituti.

Pur precisando che la CAV PP non fa politica, il suo presidente Pierre Triponez ha dichiarato che il progetto "Previdenza vecchiaia 2020" del Consiglio federale va nella giusta direzione. Secondo l'ex consigliere nazionale (PLR/BE), la proposta di diminuire il tasso di conversione (attualmente fissato al 6,8%) è "tecnicamente indispensabile". La necessità di riaggiustare il tiro vale soprattutto per gli istituti senza garanzia dello Stato.

Attualmente, i tassi di interesse garantiti a lungo termine, su cui si basa il calcolo delle prestazioni vecchiaia, sono in media superiori dello 0,5% rispetto ai tassi di interesse tecnici utilizzati per la valutazione degli impegni previdenziali, ha sottolineato Triponez.

Nei prossimi anni gli investimenti "poco rischiosi", come le obbligazioni della Confederazione, non potranno praticamente più fruttare alcun rendimento a causa dei tassi di interesse bassi o talvolta persino negativi. Per mantenere il livello dei rendimenti è pertanto inevitabile "optare per investimenti più rischiosi", ha aggiunto il presidente della CAV PP. Gli istituti di previdenza devono quindi valutare se sono disposti ad assumere ulteriori rischi d'investimento o se vogliono modificare le proprie prestazioni e le modalità di finanziamento.

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SDA-ATS