Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Continua l'esibizione di muscoli fra il presidente secessionista catalano Artur Mas, che dopo la vittoria elettorale domenica prepara un nuovo governo per andare all'indipendenza in 18 mesi, e il premier spagnolo Mariano Rajoy, determinato a fermarlo ad ogni costo.

Per iniziativa del Partido Popular del capo del governo, che ha la maggioranza assoluta, il parlamento di Madrid sta varando a passo di carica una riforma dello statuto della corte costituzionale, per consentirle di sospendere dalle funzioni il presidente catalano. La mossa - che il senato deve ratificare dopo il 'sì' della camera oggi - provoca la rivolta di tutta l'opposizione, che denuncia una riforma incostituzionale.

Il Psoe ha annunciato che farà ricorso appunto alla corte costituzionale perché la bocci. "La destra spagnola vuole liquidare Mas, politicamente e personalmente", ha accusato il capogruppo del suo partito Convergencia Carlos Campusano.

"Potete costruire muove prigioni, non ci fate paura" ha tuonato l'indipendentista di sinistra Joan Tardà, avvertendo che la secessione andrà comunque avanti "alla catalana, pacificamente e civicamente".

Le nuove disposizioni consentono al presidente della consulta di sospendere dall'incarico qualsiasi dirigente pubblico che non obbedisca ad una sentenza della corte. La costituzione spagnola non consente la secessione di una regione e quindi quasi automaticamente qualsiasi mossa di Mas in questa direzione potrà fare scattare la sospensione.

Secondo il Pp di Rajoy la misura è necessaria davanti a "un colpo di stato a miccia lenta" portato avanti da Mas. La pressione di Madrid sul presidente della Catalogna si fa quindi sempre più pesante, dopo che martedì Mas è stato anche dichiarato "imputato" per "disobbedienza" - rischia due anni di inabilitazione - dalla giustizia spagnola per avere convocato nel novembre 2014 un referendum consultivo sull'indipendenza.

Per gli analisti Rajoy punta su una crescente drammatizzazione nazionalista dello scontro sulla Catalogna in previsione delle politiche che si terranno il 13 o il 20 dicembre e vedono il Pp minacciato non solo dai socialisti ma anche dal partito moderato Mani-Pulite Ciudadanos di Albert Rivera, oggi il politico più popolare di Spagna.

Sembra invece in calo la stella di Podemos, pesantemente sconfitto alla regionali catalane. Il successo alle elezioni di domenica del suo partito, diventato la seconda forza politica in Catalogna dopo gli indipendentisti di Mas, ha dato invece a Rivera una spinta nella corsa alla guida del prossimo nuovo governo di Madrid.

Intanto il presidente catalano non cede alle intimidazioni. Oggi ha costituito il gruppo parlamentare della sua lista a Barcellona e ha iniziato a preparare la composizione del nuovo governo catalano, convinto di riuscire ad ottenere alla fine l'appoggio dell'altra lista indipendentista, quella degli antisistema della Cup. Il President dovrebbe essere rieletto il 9 novembre dal parlamento di Barcellona

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS