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Molte centinaia di fedeli musulmani sono morti o rimasti feriti oggi nella ressa creatasi nella valle di Mina, vicino alla Mecca, dove si sta svolgendo il pellegrinaggio annuale, l'haji, a cui stanno partecipando tre milioni di persone.

Secondo l'ultimo bilancio della protezione civile saudita, i morti sono almeno 453 e i feriti oltre 700.

La tragedia è accaduta poco dopo le 7 di mattina, quando i fedeli si spostavano dai campi dove pernottano al posto dove, al terzo giorno del pellegrinaggio, si svolge il rito del Jamarat, la lapidazione dei tre colonne che simbolizzano le tentazioni del diavolo. Con questo rituale, che segna la fase finale del pellegrinaggio, i musulmani ricordano il sacrificio di Abramo, che per amore di Allah offrì la vita di suo figlio primogenito, Ismaele.

La maggior parte delle vittime sono morte soffocate nella ressa, che sarebbe stata provocata da "una fuga improvvisa". Oltre 4000 soccorritori sono impegnati nelle operazioni per portare aiuto ai feriti. Il bilancio potrebbe aggravarsi, fa sapere la difesa civile saudita.

Diversi incidenti analoghi sono accaduti negli anni passati nella stessa località durante le fasi concitate del pellegrinaggio. Tra i precedenti più gravi quello del gennaio del 2006 quando nella calca morirono 364 fedeli.

L'incidente segue di pochi giorni quella avvenuto l'11 settembre, quando una gru precipitò sulla Grande Moschea della Mecca, dove da mesi vanno avanti i lavori di ristrutturazione ammodernamento della struttura: morirono 107 persone e 238 rimasero ferite.

Il pellegrinaggio alla Mecca è uno dei cinque pilastri dell'Islam, insieme alla "shahada" (la professione di fede), l'elemosina, la preghiera e il digiuno nel mese del Ramadan.

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SDA-ATS