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Cervello: parole distinte per aspetto visivo, non per suono

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 novembre 2011 - 17:19
(Keystone-ATS)

Tutte le parole che impariamo sono catalogate nel cervello in base al loro aspetto visivo, e non al suono. Lo ha scoperto uno studio della Georgetown university, presentato al meeting della Society for Neuroscience, che potrebbe far comprendere la causa alcuni problemi come la dislessia.

"Quello che abbiamo scoperto è che una volta che abbiamo imparato una parola, questa viene piazzata in un dizionario puramente visivo nel cervello - spiega Laurie Glazer, uno degli autori - e questo ci permette il riconoscimento veloce ed efficiente che hanno i lettori più abili".

Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno chiesto a 12 volontari di leggere alcune parole mentre il loro cervello era sottoposto a risonanza magnetica, verificando che parole dal suono simile, come 'hair' e 'hare' (in inglese, 'capelli' e 'lepre'), 'accendono' neuroni molto diversi tra loro: "Se il suono della parola fosse importante in questo caso si dovrebbero attivare gli stessi neuroni, o neuroni vicini - spiega l'esperta - mentre invece la differenza è la stessa che c'è tra parole dal significato molto diverso tra loro. Questo suggerisce che usiamo la forma visiva della parola, e non il suono".

Il risultato potrebbe aiutare i soggetti che hanno problemi di lettura: "Se le persone dislessiche hanno problemi nel formare il "dizionario visivo" - conclude Glazer - si potrebbero aiutare con degli esercizi visivi specifici"

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