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Il Consiglio federale è disposto a versare 250-300 milioni di franchi a favore di bambini collocati in istituto e in affidamento sino al 1981, molti dei quali hanno subito violenze fisiche o psichiche nel quadro delle misure coercitive a scopo assistenziale. Il governo ha deciso oggi di opporre un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare per la riparazione, che chiede di risarcire le vittime con un fondo di 500 milioni di franchi.

Il testo, depositato alla Cancelleria federale il 19 dicembre scorso, tematizza un capitolo fosco della storia sociale svizzera. Molte vittime dei collocamenti amministrativi versano oggi ancora in gravi difficoltà finanziarie in conseguenza dei torti subiti.

Anche il Consiglio federale ritiene "giustificato e importante" prevedere prestazioni in denaro a favore delle circa 12'000-15'000 vittime. Quanto al numero esatto, l'analisi scientifica da poco avviata dovrà fornire informazioni più accurate. Il Consiglio federale propone nel frattempo un risarcimento dell'ordine di 250-300 milioni di franchi.

Il governo ha inoltre incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di preparare, entro l'estate, un progetto da porre in consultazione.

Il controprogetto indiretto dovrà riconoscere i torti inflitti, salvaguardare i documenti e disciplinare la consultazione degli atti da parte delle vittime. "Ciò consentirà di rielaborare l'accaduto con maggiore celerità rispetto all'approccio costituzionale, permettendo al maggior numero possibile di vittime di beneficiare della riparazione", si legge in una nota odierna.

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SDA-ATS