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L'iniziativa chiede che alle imprese sia imposto il rispetto dei diritti umani le norme ambientali internazionali.

Keystone/AP/LE THANH HIEP

(sda-ats)

Come già annunciato lo scorso gennaio, il Consiglio federale invita il Parlamento a bocciare l'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente".

Pur ritenendo che l'economia debba assumersi le sue responsabilità in materia di diritti umani e protezione dell'ambiente, il governo sostiene che il testo sia eccessivo, in particolare per quanto riguarda la normativa sulla responsabilità.

Nel trasmettere il messaggio al Parlamento, il governo ricorda che le disposizioni in materia di responsabilità richieste dall'iniziativa sono più severe rispetto a quelle in vigore in quasi tutti gli altri ordinamenti giuridici.

Se l'iniziativa venisse accettata, la Svizzera dovrebbe inoltre attuare norme non concertate a livello internazionale. Ciò sarebbe nocivo per la piazza economica elvetica: le imprese potrebbero infatti sottrarsi ai nuovi obblighi semplicemente spostando la sede all'estero.

I punti sollevati dall'iniziativa sono tuttavia pertinenti: il rispetto dei diritti umani e la protezione dell'ambiente sono del resto due obiettivi prioritari del programma di legislatura 2016-2019. Per realizzarli l'esecutivo preferisce però puntare sugli strumenti esistenti, incoraggiando ad esempio l'elaborazione di norme internazionali come l'attuazione dei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani.

L'iniziativa popolare è stata depositata il 10 ottobre 2016 con 120'418 firme valide. Essa chiede che le imprese che hanno la loro sede statutaria, l'amministrazione centrale o il centro d'attività principale in Svizzera debbano rispettare, sia nella Confederazione che all'estero, i diritti umani riconosciuti e le norme ambientali internazionali.

Secondo l'articolo costituzionale proposto, le imprese potranno inoltre essere chiamate a rispondere non soltanto dei propri atti, ma anche di quelli delle imprese che controllano economicamente senza parteciparvi sul piano operativo.

Tra i membri del comitato d'iniziativa figurano nomi importanti della politica e della società civile, come le ex consigliere federali Ruth Dreyfuss (PS) e Micheline Calmy-Rey (PS), l'ex consigliere agli Stati ticinese PLR Dick Marty (co-presidente del comitato) e l'ex consigliera nazionale Chiara Simoneschi-Cortesi (PPD), già presidente dell'Assemblea federale. Completano il drappello di personalità l'ex presidente del CICR Cornelio Sommaruga e l'ex giudice federale Giusep Nay.

Sostengono l'iniziativa anche associazioni quali Amnesty International, Pane per tutti, Sacrificio quaresimale, Public Eye (ex Dichiarazione di Berna), Alliance Sud, Swissaid, Terre des Hommes (Svizzera), Ethos e Greenpeace.

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SDA-ATS