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BERNA - Il Consiglio federale non intende sostituire il contingentamento lattiero statale abolito nel 2009 con uno nazionale gestito in base al diritto privato dall'organizzazione dei Produttori svizzeri di latte (PSL). Respinge pertanto la mozione del Consigliere nazionale Andreas Aebi (UDC/BE), firmata da 126 colleghi, che avanza appunto questa richiesta.
La mozione Aebi chiede che il Consiglio federale, su richiesta dei PLS, sancisca l'obbligatorietà generale di un modello di regolazioni dei quantitativi di latte. Il modello della PSL prevede che il quantitativo per ogni organizzazione commerciale o azienda di trasformazione per i fornitori diretti venga stabilito in funzione dei diritti dell'anno lattiero 2008/09, esclusi quelli supplementari. Sulle eccedenze verrebbe riscossa una tassa fino a 30 centesimi per chilogrammo.
Il Consiglio federale respinge la mozione perché autorizzerebbe l'introduzione, da parte della PSL, di un contingentamento lattiero di diritto privato con sostegno statale e il parlamento aveva escluso questa possibilità, si legge nella risposta.
Il modello della PSL è poi in contraddizione con il principio delle misure di solidarietà di un'organizzazione di categoria in cui la priorità è data agli interessi comuni di tutti i membri di una filiera.
Inoltre, una pianificazione dei quantitativi restrittiva e arbitraria come quella prevista dal modello della PSL sarebbe all'origine di perdite di quote di mercato in Svizzera e all'estero e non produrrebbe effetti positivi duraturi sul prezzo del latte, influenzato dagli sviluppi sui mercati internazionali, si legge nella risposta. Infine, le imposizioni da parte della PSL su quantitativi non sarebbe accettate in particolare dai valorizzatori di latte e dalle organizzazioni di produttori che non sono membri della PSL, conclude il governo.

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SDA-ATS