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Il numero massimo di aree di atterraggio in montagna, utilizzate soprattutto per la pratica dell'elisci, sarà ridotto da 42 a 40. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale. La scelta dei siti da abbandonare è ancora aperta. A causa di "divergenze insormontabili" tra gli ambienti interessati, il governo ha interrotto l'esame, in corso da quasi quattordici anni, dell'intera rete di queste aree.

Da un lato le società di trasporto aereo e gli ambienti turistici erano favorevoli al mantenimento della rete attuale e disposti a miglioramenti puntuali. Dall'altro le associazioni ambientaliste chiedevano una radicale riduzione dell'offerta, spiega il Dipartimento federale dell'ambiente e dei trasporti (DATEC) in un comunicato.

Malgrado la mole di lavoro fornita, il divario tra le parti è rimasto incolmabile. Il governo ha dunque deciso di mettere fine al processo. Stando al Consiglio federale, il riesame della rete avrebbe comunque avuto uno "scarso vantaggio" per l'ambiente, pari a "meno del 10%" di tutti gli atterraggi in altitudine.

Dopo l'abbandono della verifica d'insieme, l'attuale rete rimane operativa. Il Consiglio federale ha già deciso in passato di mantenere l'esercizio dell'elisci a determinate condizioni e stabilito in che modo procedere in caso di controversie.

Oggi il governo ha anche deciso che l'area d'atterraggio del Monte Rosa, a sudest di Zermatt (VS), potrà continuare a essere utilizzata come finora, senza restrizione alcuna. L'area di Trift, a ovest della località turistica, in fase di approvazione ma al centro di costanti critiche, invece probabilmente non potrà essere utilizzata dato che non è ancora passata in giudicato.

Parallelamente alle decisioni relative alle aree di atterraggio, il governo ha approvato la nuova Ordinanza sugli atterraggi esterni (OAEs). Il testo da un lato prevede maggiori garanzie ambientali, ossia restrizioni temporali e geografiche nelle zone sensibili, e dall'altro l'abrogazione dell'obbligo di autorizzazione annuale per gli atterraggi al di fuori degli aerodromi per le imprese di elitrasporto.

Con la nuova OAEs viene inoltre revocato il limite di 20 movimenti al mese sulla stessa area d'atterraggio. Questa misura generava un grande carico amministrativo per le imprese senza vantaggi evidenti per l'ambiente.

Il testo prevede pure che su questi siti possano essere realizzate modeste costruzioni, a condizione che sia stata rilasciata la relativa autorizzazione edilizia da parte del Cantone.

Rispetto ai Paesi vicini, la Svizzera continua a disporre di una regolamentazione liberale, scrive il DATEC.

SDA-ATS