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CF: a novembre si vota su imprese responsabili e finanziamento armi

A novembre si voterà in Svizzera sull'iniziativa popolare "Per imprese responsabili" e su quella "Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico" (foto d'archivio) KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 01 luglio 2020 - 11:55
(Keystone-ATS)

Il prossimo 29 novembre la popolazione svizzera andrà alle urne per votare sull'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente" e su quella "Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico".

Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale. Per quanto riguarda invece la votazione in programma il prossimo 27 settembre, secondo l'esecutivo - considerata la situazione epidemiologica - non è necessario che la Confederazione adotti provvedimenti specifici volti a garantire il regolare svolgimento della consultazione popolare.

Tuttavia, indica un comunicato governativo odierno, se la situazione dovesse peggiorare sensibilmente, potrebbe rivelarsi necessario adottare ulteriori misure concernenti ad esempio le operazioni di voto o di spoglio.

Imprese responsabili

L'iniziativa popolare per imprese responsabili è stata depositata il 10 ottobre 2016 con 120'418 firme valide. Essa chiede che le imprese che hanno la loro sede statutaria, l'amministrazione centrale o il centro d'attività principale in Svizzera debbano rispettare, sia nella Confederazione che all'estero, i diritti umani riconosciuti e le norme ambientali internazionali.

Secondo l'articolo costituzionale proposto, le imprese potranno inoltre essere chiamate a rispondere non soltanto dei propri atti, ma anche di quelli delle imprese che controllano economicamente senza parteciparvi sul piano operativo.

Materiale bellico

L'iniziativa popolare "Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico" del Gruppo per una Svizzera senza esercito, forte di 104'612 adesioni, vuole vietare alla BNS e alle Casse pensione di investire nelle imprese che realizzano oltre il 5% del loro fatturato annuo con la fabbricazione di materiale bellico.

Inoltre, la Confederazione dovrebbe esigere determinate condizioni da banche e assicurazioni.

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