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Il Consiglio federale ha adottato oggi il suo rapporto di valutazione sulle disposizioni svizzere "too big to fail" (TBTF) ed ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di elaborare entro la fine dell'anno gli adeguamenti legislativi necessari, che riguardano in particolare l'aumento delle esigenze in materia di fondi propri.

Dal primo marzo 2012 la problematica TBTF è disciplinata nella Legge sulle banche (LBCR), si ricorda in un comunicato governativo odierno. Lo scopo è evitare che in caso di crisi gli istituti di rilevanza sistemica debbano essere salvati con i soldi dei contribuenti.

Il rapporto sulle norme è stato analizzato da un gruppo di esperti, diretto dal professore di economia Aymo Brunetti, composto da alti esponenti dell'economia privata, delle autorità e del mondo accademico. Secondo i risultati non è necessario procedere ad un nuovo orientamento del modello normativo. Tuttavia, bisogna attuare misure e adeguamenti per aumentare ulteriormente la resistenza delle banche di rilevanza sistemica, rendendo possibili il risanamento o la liquidazione senza costi per i contribuenti.

Per queste ragioni viene fra le altre cose raccomandato di rafforzare le esigenze in materia di fondi propri e di continuare a guardare ai Paesi leader a livello internazionale in fatto di esigenze in materia di capitale ponderato in funzione del rischio, come pure di capitale in funzione dell'indice di indebitamento "leverage ratio".

In modo da presentare le proposte per i necessari adeguamenti entro fine anno, il DFF deve istituire sotto la sua direzione un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) e della Banca nazionale svizzera (BNS). È inoltre necessario coinvolgere gli istituti finanziari interessati.

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SDA-ATS