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In futuro le imprese estere che svolgono un lavoro in Svizzera dovranno indicare il numero IVA sulla notifica online. In questo modo sarà più semplice verificare se sono assoggettati all'imposta e applicare le nuove regole previste, ha precisato oggi il Consiglio federale, secondo cui tale misura dovrebbe generare entrate annue supplementari di almeno 10 milioni di franchi.

Le future disposizioni sull'assoggettamento all'IVA dei prestatori di servizio esteri per ridurre gli svantaggi concorrenziali di cui soffrono gli artigiani svizzeri, come chiedeva la mozione depositata da Ignazio Cassis (PLR/TI) e accolta da entrambe le Camere lo scorso anno.

I "padroncini" infatti sono esentati dal pagamento dell'IVA per i lavori sotto i 10'000 franchi. Oltre questa cifra, tocca al cliente pagare l'IVA se l'artigiano non è iscritto al registro IVA. L'annuncio è obbligatorio unicamente per un fatturato annuo in Svizzera superiore ai 100'000 franchi. La ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf propone invece che non sia più il giro d'affari in Svizzera ad essere utilizzato come parametro di riferimento, ma quello a livello mondiale.

Secondo i calcoli del Dipartimento federale delle finanze (DFF), le nuove regole dovrebbero generare introiti da imposte per 40 milioni di franchi all'anno. Nel primo anno dovrebbero esserci 20'000 nuove aziende straniere a pagare l'IVA.

Per facilitare l'applicazione delle nuove misure e i controlli, i prestatori di servizio esteri saranno obbligati a indicare il numero IVA sulla notifica online. Le imprese estere saranno sollecitate ad accertare il loro obbligo di assoggettamento in Svizzera e l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) potrà far osservare in maniera più efficace eventuali obblighi di assoggettamento all'IVA nei confronti di queste imprese. Secondo stime del Consiglio federale già questa misura dovrebbe generare maggiori entrate annue di almeno 10 milioni di franchi.

SDA-ATS