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CF: coronavirus, chiusi bar, ristoranti e negozi non alimentari

Il Consiglio federale ha deciso di uniformare le direttive in Svizzera per evitare la diffusione del nuovo coronavirus KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2020 - 17:23
(Keystone-ATS)

Per lottare contro la propagazione del coronavirus, ristoranti, bar e negozi dovranno rimanere chiusi in tutta la Svizzera fino al 19 aprile. Lo ha annunciato oggi il Consiglio federale che ha anche decretato la "situazione straordinaria".

Fanno eccezione i negozi di generi alimentari e le strutture sanitarie.

Dalla mezzanotte di oggi, inoltre, saranno introdotti controlli anche alle frontiere con la Germania, l'Austria e la Francia. Per sostenere i Cantoni negli ambiti della sanità pubblica, della logistica e della sicurezza, il Governo ha autorizzato l'impiego di circa 8000 militari.

"Adesso dobbiamo darci tutti una mossa, in tutto il Paese", ha affermato la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga. "Bisogna avere il sostegno di tutti per affrontare questa crisi", ha proseguito la consigliera federale aggiungendo che "se uniamo le forze possiamo superare questo momento difficile".

"Esorto le persone anziane a restare a casa", ha ribadito invece dal canto suo il ministro della sanità Alain Berset, invitando anche tutta la popolazione a rinunciare a tutti i contatti non strettamente necessari, a mantenere la distanza reciproca di sicurezza e a osservare i provvedimenti d'igiene. "Si tratta di una questione di solidarietà di fronte alle persone anziane e ai malati cronici", ha aggiunto.

Chiusi locali pubblici e negozi

In una conferenza stampa, il consigliere federale Alain Berset ha precisato che dalla mezzanotte di oggi sono vietate tutte le manifestazioni pubbliche e private. Vengono chiusi tutti i negozi, i mercati, i ristoranti, i bar e le strutture ricreative e per il tempo libero, come musei, biblioteche, sale cinematografiche, sale per concerti, teatri, centri sportivi, piscine e stazioni sciistiche. Dovranno inoltre essere chiusi gli esercizi nei quali non può essere mantenuta la distanza reciproca di sicurezza, quali i saloni di parrucchieri e i centri estetici.

Restano invece aperti i negozi di generi alimentari, i take-away, le mense aziendali, i servizi di fornitura di pasti e le farmacie, come pure le stazioni di servizio, le stazioni ferroviarie, le banche, gli uffici postali, gli alberghi, la pubblica amministrazione e le strutture sociali. Anche le officine per la riparazione di mezzi di trasporto pubblici e privati possono restare aperte.

Resta infine garantito l'approvvigionamento di derrate alimentari, di medicamenti e di merci di uso quotidiano. Le scorte predisposte sono sufficienti.

Controlli alle frontiere

Come detto, il governo ha anche deciso che dalla mezzanotte di oggi verranno introdotti controlli alle frontiere anche con la Germania, l'Austria e la Francia, sull'esempio di quanto in vigore da venerdì scorso con l'Italia. Anche in questo caso, il governo prevede eccezioni: possono entrare in Svizzera dai quattro grandi Stati limitrofi soltanto i cittadini svizzeri, le persone con un permesso di soggiorno e quelle che devono venire nel nostro Paese per motivi professionali.

Continuano a essere permessi il traffico di transito e il trasporto di merci. Infine possono varcare il confine anche le persone in situazione di assoluta necessità. Per poter svolgere questi compiti in modo mirato, vengono chiusi in tutta la Svizzera i valichi più piccoli e il traffico frontaliero è convogliato su quelli più grandi.

Esercito

Per far fronte alle richieste dei cantoni, l'esecutivo ha anche innalzato da 800 a 8000 militari il limite superiore del servizio d'appoggio dell'esercito svizzero. Le forze armate dovranno in primo luogo servire d'appoggio alla sanità pubblica, fornendo prestazioni di carattere sanitario quali la cura e la sorveglianza dei pazienti, i trasporti sanitari o la logistica ospedaliera.

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