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CF: Covid-19, start-up promettenti vanno sostenute

Il consigliere federale Ueli Maurer durante la conferenza stampa odierna del governo sul Covid-19. KEYSTONE/PETER KLAUNZER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 22 aprile 2020 - 16:13
(Keystone-ATS)

Oltre alle piccole e medie imprese, anche le start-up promettenti vanno sostenute in questo periodo di crisi dovuto al coronavirus, mediante fideiussioni della Confederazione.

Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, secondo cui potranno essere garantiti fino a 100 milioni di franchi, somma che si aggiunge a quelle già messe a disposizione da alcuni Cantoni.

Stando al consigliere federale Ueli Maurer, le start up innovative rappresentano un importante fattore di successo per l'economia svizzera, anzi in questo settore siamo tra i leader mondiali e intendiamo rimanerlo.

Finora, tuttavia, queste piccole società hanno avuto solo un accesso limitato, se non nullo, ai provvedimenti di emergenza adottati dalla Confederazione, come i crediti COVID-19 destinati alle PMI.

A complemento di tali crediti e del sostegno erogato a livello cantonale, la Confederazione intende quindi proteggere anche le start up promettenti da un'insolvenza - a causa del ritiro di alcuni investitori e di ritardi o interruzioni dei cicli di finanziamento - dovuta alle conseguenze del coronavirus.

Secondo il ministro dell'economia, nel caso delle start-up si tratta di garantire un finanziamento a lungo termine, non per due-tre mesi come per le PMI che hanno un bisogno immediato di liquidità.

Per evitare lungaggini, il governo intende applicare anche alle start up il regime di fideiussioni esistente per le PMI. Entro il 30 aprile sarà istituita una nuova procedura per le start up nell'ambito del regime di fideiussioni esistente. Berna potrà garantire il 65% di un credito e il Cantone il restante 35%. Spetterà ai Cantoni decidere se mettere a disposizione delle proprie start up questo strumento di fideiussione per le PMI. Alcuni Cantoni hanno già stanziato ingenti somme per sostenere le start up in altri modi.

Se un Cantone offre questo strumento, le start up potranno presentare entro il 31 agosto una richiesta di fideiussione al servizio cantonale competente che potrà, se necessario, rivolgersi a un consiglio consultivo istituito ad hoc dall'Agenzia svizzera per la promozione dell'innovazione (Innosuisse), un organismo che dispone delle competenze necessarie, ha spiegato Maurer.

Se quest'ultimo acconsentirà alla richiesta, quest'ultima sarà trasmessa a un'organizzazione che concede fideiussioni riconosciuta dalla Confederazione. Tale organizzazione rilascerà una conferma di fideiussione che la start up potrà utilizzare per richiedere un credito presso qualsiasi banca. In questo modo, la Confederazione e il Cantone garantiscono congiuntamente fino al 100% di un credito. Con tale approccio, la Confederazione può garantire fino a 100 milioni. Insieme ai Cantoni possono essere garantiti crediti fino a 154 milioni.

Entro il 30 aprile la Segreteria di Stato dell'economia (Seco), assieme ai Cantoni e alle organizzazioni che concedono fideiussioni, creerà le condizioni pratiche per l'utilizzo dello strumento e pubblicherà un elenco dei Cantoni e dei servizi competenti coinvolti, nonché ulteriori dettagli sulla procedura.

Mantenere concorrenzialità

Nell'illustrare il nuovo provvedimento, il ministro delle finanze ha sottolineato una volta di più l'importanza del programma di crediti COVID-19, da lui giudicato un successo per la celerità con cui è stato organizzato e che ha suscitato anche l'interesse di altri Paesi.

Questa rapidità non solo consentirà alle aziende elvetiche di resistere meglio all'incipiente crisi congiunturale, ma rafforzerà anche la piazza economica elvetica a tutti i livelli, ha sostenuto Maurer.

Per quanto attiene al timore di abusi, Maurer si è detto convinto che i casi saranno pochi, sotto l'1%. In ogni caso, ha aggiunto il consigliere federale, al momento non abbiano notizie di abusi nell'ambito dei crediti finora concessi.

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