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CF: crisi, conseguenze diverse per uomini e donne

Crisi, conseguenze diverse per uomini e donne KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 15 giugno 2020 - 15:22
(Keystone-ATS)

La pandemia solleva anche problemi di politica di genere e può avere ripercussioni diverse sui sessi. Lo ha riconosciuto il Consiglio federale rispondendo a diverse interpellanze parlamentari.

Giovedì il Nazionale terrà un dibattito di attualità sul tema. A breve termine, tuttavia, la crisi non dovrebbe portare a una rivoluzione su questi temi.

Il Governo intende infatti portare avanti le misure già in atto per promuovere la parità fra donna e uomo, la conciliabilità tra famiglia e lavoro e per prevenire la violenza. Se necessario le adeguerà, afferma rispondendo a Verdi e Verdi Liberali.

La custodia extrafamiliare di bambini e l'assistenza e agli anziani e ai disabili sono in primo luogo di competenza cantonale, ricorda l'Esecutivo. Sono loro a definire le condizioni quadro per il personale qualificato, per chi presta cure ai congiunti e per il lavoro di volontariato. La Confederazione ha un ruolo sussidiario. Nel quadro delle sue competenze ha comunque promosso la creazione di posti di custodia e di cura e ha istituito un piano d'azione per gli assistenti familiari.

Rispondendo al PS, che chiedeva un riscontro in merito alla precarietà dei lavoratori domestici, duramente colpiti dalla crisi, il Governo sottolinea che sono circa 61'000 le persone che lavorano in questo settore, ma mancano le cifre sul numero di licenziamenti degli ultimi mesi, in particolare quelli che non rispettano i termini di preavviso previsti dalla legge.

L'inosservanza dei termini di disdetta è una prassi illegale, ricorda l'Esecutivo, aggiungendo che questo personale beneficia delle disposizioni generali di protezione in materia di diritto del lavoro che si applicano a tutti i lavoratori.

Il Consiglio federale ricorda di aver adottato negli ultimi anni diverse misure per migliorare le condizioni di lavoro nelle economie domestiche. Nel 2010 ha emanato un contratto normale di lavoro nazionale che prevede salari minimi vincolanti per il personale domestico, da allora più volte rinnovato e adeguato.

Per il Consiglio federale la realizzazione della parità salariale resta una priorità anche durante la crisi pandemica. Dall'entrata in vigore, il prossimo 1° luglio, della revisione della legge federale sulla parità dei sessi, i datori di lavoro con almeno 100 dipendenti dovranno eseguire un'analisi della parità salariale, farla verificare da un organo indipendente e informarne i lavoratori e, se del caso, gli azionisti.

La Confederazione metterà a disposizione di tutti i datori di lavoro uno strumento di autoanalisi gratuito (Logib). Il Consiglio federale è convinto che questo nuovo obbligo contribuirà a sensibilizzare i il padronato sull'importanza della parità salariale.

Il Governo lavorerà anche per una migliore rappresentanza delle donne nello Stato maggiore di crisi per la gestione della pandemia. In effetti è costituito prevalentemente da uomini, riconosce nella sua risposta.

Il dibattito urgente al Nazionale si occuperà anche di un postulato della sua presidente, Isabelle Moret (PLR/VD), che chiede un rapporto sulle esigenze e sull'offerta in materia di consulenza per facilitare il reinserimento professionale delle donne che hanno smesso di lavorare per ragioni familiari. Il documento dovrà spiegare cosa ne è stato degli undici servizi di consulenza, dall'annuncio della fine del loro finanziamento (nel 2016) al 1° gennaio 2019.

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