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A partire dall'anno prossimo, le cure di base come anche la medicina complementare entreranno a far parte dei corsi universitari impartiti ai futuri dottori. Lo ha stabilito oggi il Consiglio federale.

Questi cambiamenti fanno parte delle modifiche apportate alla Legge sulle professioni mediche (LPMed), indica una nota odierna dell'Ufficio federale della sanità pubblica, modifiche che realizzano una delle priorità di politica sanitaria del Governo "Sanità2020", ossia il rafforzamento della medicina di famiglia.

Oltre a ciò, tra gli obiettivi della formazione dei futuri medici figura anche la collaborazione tra i diversi professionisti del settore sanitario.

Con la revisione, i farmacisti dovranno inoltre acquisire competenze nell'ambito delle vaccinazioni e possedere conoscenze in materia di diagnosi e di trattamento delle malattie più frequenti. In questo modo si mira ad istituire "una vera e propria rete di competenze nel settore della medicina di pronto soccorso".

Anche la conoscenza dei metodi della medicina complementare è stata inserita negli obiettivi di formazione. Quest'ultimo aspetto tiene conto del mandato costituzionale conferito nel 2009 da Popolo e Cantoni con l'iniziativa popolare "Sì alla medicina complementare".

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SDA-ATS