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CF: equivalenza regole Borsa, questione non va politicizzata

Il portavoce del governo André Simonazzi (foto d'archivio). KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 20 dicembre 2017 - 15:03
(Keystone-ATS)

Il Consiglio federale ha preso atto delle intenzioni dell'Unione europea (Ue) di limitare a un solo anno il riconoscimento dell'equivalenza delle regole borsistiche elvetiche.

"Si tratta tuttavia di una questione tecnica che non va politicizzata", ha detto oggi ai media il portavoce del governo André Simonazzi.

La Svizzera ha tutti i criteri per ricevere il riconoscimento dell'equivalenza. Se l'Ue dovesse confermare le intenzioni di limitare tutto ad un anno, la Confederazione valuterà interventi con misure adeguate. Quali mosse potrebbero arrivare da Berna verrà però solo svelato quando si avranno conferme ufficiali da Bruxelles, ha aggiunto il portavoce.

Simonazzi ha anche ricordato che singoli membri del governo si sono già espressi. Ignazio Cassis ieri ha ad esempio respinto qualsiasi proposta che limiti a un anno l'accesso ai mercati dell'Ue per la Borsa svizzera. "La posizione della Svizzera è chiara: attende che l'Ue riconosca l'equivalenza finanziaria (...) entro l'apertura delle Borse il 3 gennaio al più tardi", ha affermato il ticinese in visita a Parigi.

Anche Cassis aveva sottolineato che se la Confederazione non otterrà l'equivalenza finanziaria l'esecutivo prenderà delle decisioni in merito. Il ministro degli esteri non ha nemmeno scartato il fatto che la Svizzera possa tornare sulla sua promessa di concedere un altro miliardo al fondo di coesione europeo.

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