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BERNA - Operando un vero e proprio rimpasto, il Consiglio federale ha rotto con la pratica degli ultimi anni: bisogna infatti risalire al 1960 per ritrovare un cambiamento come quello odierno, con tanti dipartimenti coinvolti.
La fine del 1959 segna l'instaurazione della cosiddetta "formula magica": a gennaio 1960 arrivano in governo quattro nuovi ministri, si tratta dei socialisti Hans-Peter Tschudi e Willy Spühler, e dei democratici cristiani Ludwig von Moos e Jean Bourgknecht. Risultato: i dipartimenti passano di mano e soprattutto da un partito all'altro.
Soltanto i radicali Max Petitpierre (agli esteri) e Paul Chaudet (alla difesa) restano ai loro posti. Il dipartimento dell'interno, fino a quel momento nelle mani del PPD, passa al PS. Il dipartimento di giustizia e polizia va dall'UDC al PPD, quello delle finanze dal PLR al PPD, quello dell'economia dal PPD all'UDC e quello dell'ambiente dal PPD al PS.
In quest'ultimo mezzo secolo i rimpasti hanno riguardato solo tre dipartimenti, come avviene per l'ultima volta nel 2002. Eletta in Consiglio federale, la socialista Micheline Calmy-Rey non eredita il dipartimento dell'interno, che era appartenuto alla sua collega di partito Ruth Dreifuss, ma quello degli affari esteri. All'Interno va il radicale Pascal Couchepin, che lascia l'economia al PPD Joseph Deiss.
Da allora e fino alla sorpresa odierna, i nuovi arrivati si accontentano del dipartimento lasciato vacante. Didier Burkhalter riprende il DFI dalle mani di Pascal Couchepin; Ueli Maurer la difesa da Samuel Schmid e Eveline Widmer-Schlumpf il dipartimento di giustizia e polizia da Christoph Blocher.
Anche Doris Leuthard succede a Joseph Deiss alla guida dell'economia, così come Christoph Blocher e Hans-Rudolf Merz, che riprendono i dipartimenti lasciati liberi dai loro predecessori.

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SDA-ATS