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Se l'obbligo di annunciare i posti vacanti agli Uffici regionali di collocamento (URC) fosse stato in vigore nel 2016, i generi professionali interessati sarebbero stati 88 su 383.

KEYSTONE/ALESSANDRO DELLA VALLE

(sda-ats)

Se l'obbligo di annunciare i posti vacanti agli Uffici regionali di collocamento (URC), previsto dalla legge d'applicazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", fosse stato in vigore nel 2016, i generi professionali interessati sarebbero stati 88 su 383.

Lo indica oggi il Consiglio federale nell'inviare in consultazione la relativa ordinanza d'applicazione.

Come annunciato una decina di giorni fa, l'obbligo di annunciare gli impieghi disponibili sarà introdotto su scala nazionale per le professioni che registrano, a livello svizzero, un tasso di disoccupazione pari o superiore al 5%.

Le situazioni regionali potranno tuttavia essere prese in considerazione. I Cantoni potranno infatti chiedere alla Confederazione di introdurre l'obbligo di annuncio se la disoccupazione dovesse superare il 5% sul loro territorio per determinate professioni.

Gli impieghi di breve durata - 14 giorni o un mese a seconda della variante che verrà scelta - non saranno invece sottoposti all'obbligo di annuncio. Esentati dalla pubblicazione anche i posti vacanti in un'impresa attribuiti internamente (come assunzione di apprendisti o promozioni interne) e le assunzioni di famigliari.

L'accesso alle informazioni riguardanti i posti annunciati sarà limitato per cinque giorni ai soli registrati presso il servizio pubblico di collocamento. Gli URC avranno tre giorni di tempo per inoltrare i dossier ai datori di lavoro.

L'obbligo di annuncio dei posti vacanti contribuirà a rafforzare l'integrazione della popolazione attiva indigena nel mercato del lavoro, afferma il governo. Di conseguenza l'immigrazione di persone attive verrà indirettamente ridotta.

In base alle stime, il 31% dei posti vacanti - ossia 218 mila su 700 mila - dovrà essere annunciato agli URC. Da segnalare anche che nel 2016 erano registrate presso gli uffici di collocamento 322 mila persone, 187 mila delle quali avevano precedentemente lavorato in un genere di professione che presentava un tasso di disoccupazione nazionale di almeno il 5%.

L'obbligo di annunciare i posti vacanti è la soluzione adottata dal Parlamento per applicare l'articolo 121a della Costituzione, introdotto con l'iniziativa "contro l'immigrazione di massa". Contrariamente agli auspici dei promotori del testo, non prevede né soglie di immigrazione, né tetti massimi, né contingenti.

SDA-ATS