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Le iniziative popolari non devono interferire con le elezioni federali. A partire dal 2015, nella seconda metà di un anno elettorale non verranno più organizzate votazioni concernenti iniziative. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale. Le altre modifiche della Legge federale sui diritti politici (LDP) entreranno invece in vigore soltanto il primo novembre, poiché i cantoni devono avere il tempo di prenderne conoscenza e di adattare, se necessario, la loro legislazione.

Il governo sottolinea che con la revisione della LDP si è voluto eliminare il rischio che un'iniziativa popolare debba essere posta in votazione un mese dopo il rinnovo integrale del Consiglio nazionale pregiudicando in tal modo il buon svolgimento delle elezioni. Dato che questa disposizione non richiede adeguamenti nelle legislazioni cantonali, tale richiesta può entrare in vigore già il primo marzo.

Gli altri punti della revisione non saranno invece applicabili alle elezioni federali dell'ottobre 2015: le nuove regole di voto devono infatti essere comunicate ai cantoni e ai partiti politici prima della scadenza del temine di referendum in quanto diversi atti preparatori vanno svolti, per legge, nell'anno che precede l'elezione, spiega il Consiglio federale.

Altre disposizioni

Soltanto dal 2019 sarà quindi possibile menzionare tra i criteri di informazione obbligatori per i candidati inseriti in una lista - oltre al nome e al cognome, all'indirizzo, al luogo d'origine, alla professione e all'appartenenza a un partito - anche il sesso, per evitare inutili qui pro quo.

La Cancelleria federale aveva reso attenti i deputati alle Camere federali sul fatto che gli Svizzeri all'estero potrebbero non essere sicuri del sesso di un candidato, visto che taluni nomi (Andrea o Dominique per esempio ndr.) possono essere utilizzati sia per un uomo che per una donna.

Un altro aspetto della revisione, che entrerà in vigore in novembre, concerne lo stralcio degli ultimi nomi non stampati e cumulati manualmente sulle schede di voto, qualora queste ultime comportassero troppi nomi rispetto al numero di seggi da occupare. Inoltre, il termine di consegna delle liste di candidati sarà fissato al mese di agosto dell'anno elettorale.

Riconteggio dei voti

Infine, le Camere federali hanno voluto che nella nuova legislazione figurasse una disposizione concernente le votazioni popolari: in caso di voti risicati nuovi conteggi vanno eseguiti "soltanto se le irregolarità rese verosimili rischiano di compromettere il risultato complessivo a livello svizzero".

I due Consigli avevano peraltro prolungato da dieci a dodici mesi il termine per sottoporre al popolo un'iniziativa popolare dopo il suo trattamento in Parlamento.

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SDA-ATS