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CF: Khashoggi, inasprimento export armi verso Arabia Saudita

La morte del giornalista Jamal Khashoggi al consolato saudita a Istanbul ha conseguenze anche sull'atteggiamento della Svizzera in materia di esportazione di materiale di guerra (foto d'archivio)

KEYSTONE/EPA/SEDAT SUNA

(sda-ats)

Il modificarsi della situazione in Arabia Saudita - in particolare in relazione alla discussa uccisione di Jamal Khashoggi nel consolato di Riad a Istanbul - ha conseguenze anche sull'atteggiamento della Svizzera in materia di esportazione di materiale di guerra.

Il Consiglio federale e le autorità competenti non autorizzano questo tipo di export verso il Paese arabo dal 2009, salvo alcune eccezioni come i pezzi di ricambio. Tuttavia, ora sono state intraprese ulteriori misure.

Un'impresa elvetica, già titolare di un'autorizzazione d'esportazione, è stata sensibilizzata al problema e ha confermato che non farà uso del permesso a sua disposizione, è stato comunicato a Keystone-ATS a nome del portavoce del governo André Simonazzi.

La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha inoltre incaricato la dogana di respingere le dichiarazioni d'esportazione concernenti l'Arabia Saudita.

Al momento, domande di esportazioni nuove o pendenti non verranno trattate. Anche i pezzi di ricambio la cui esportazione è già stata autorizzata, non saranno al momento inviati.

Già la scorsa settimana il Consiglio federale aveva espresso sbigottimento per la morte violenta del giornalista Khashoggi. A proposito delle forniture di armi, aveva invitato alla prudenza le aziende, ma aveva anche sottolineato di non voler rinunciare a rappresentare gli interessi sauditi in Iran, e viceversa. Per il governo è importante mantenere un canale di comunicazione aperto.

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