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La Svizzera non intende per il momento impegnarsi maggiormente nei lavori del Comitato europeo per il rischio sistemico (CERS). Il Consiglio federale preferisce attenersi ai contatti informali attuali con quest'organo di sorveglianza finanziaria. Una partecipazione elvetica più estesa sarà esaminata ulteriormente.

Il CERS è stato istituito nell'ambito della riforma della sorveglianza finanziaria dell'Unione europea (UE). Da gennaio, quest'organo analizza i rischi suscettibili di minacciare il sistema finanziario europeo e formula raccomandazioni. Il Consiglio degli Stati ha chiesto al governo di sottoporgli un rapporto sulle possibilità di collaborazione con il CERS.

In un documento adottato oggi, il Consiglio federale si esprime a favore della creazione di contatti informali con il CERS, che verrebbero curati principalmente dalla Banca nazionale svizzera (BNS). In questo modo la Confederazione potrebbe fornire le sue valutazioni in merito alla stabilità finanziaria e avere a sua volta accesso alle valutazioni del CERS.

Secondo il Consiglio federale una partecipazione più intensa alle attività del CERS non è attualmente "né possibile né auspicabile". L'adesione al CERS vincolerebbe infatti la BNS a obblighi di informazione potenzialmente molto estesi e la costringerebbe a riferirne agli organi dell'UE. La Svizzera continuerà per contro a impegnarsi a fondo nei lavori degli organismi internazionali a favore della stabilità finanziaria.

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SDA-ATS