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L'economia svizzera ha sempre più "fame" di manodopera specializzata estera (foto d'archivio).

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

L'economia svizzera ha sempre più "fame" di manodopera specializzata estera. Per questo motivo, il Consiglio federale ha deciso oggi di aumentare per il 2018 di 500 unità (a 8000) i permessi per lavoratori provenienti da Paesi extraeuropei.

Si tratta di 3500 permessi di dimora (B) e 4500 permessi di soggiorno di breve durata (L). Aumento anche dei contingenti per lavoratori UE/AELS impiegati per brevi periodi.

I 500 permessi aggiuntivi per i lavoratori extraeuropei confluiranno nella riserva federale che coprirà, su richiesta, le esigenze supplementari dei Cantoni.

Il governo, indica una nota odierna della Segreteria di Stato della migrazione, si è espresso a favore di un aumento parziale dei tetti massimi 2018, tenendo conto sia del costante bisogno dell'economia di specialisti provenienti da Stati terzi sia dei risultati della procedura di consultazione dei Cantoni e delle parti sociali.

In merito ai tetti massimi riguardanti i fornitori di servizi provenienti dall'UE/AELS con una durata d'impiego di oltre 90 o 120 giorni all'anno, il Consiglio federale ha deciso di aumentare i permessi portandoli al livello del 2014: per l'anno prossimo sono quindi stati stabiliti 3000 permessi di soggiorno di breve durata (L) e 500 permessi di dimora (B). Per l'anno in corso, l'esecutivo aveva previsto 2000 permessi L e 250 permessi B.

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SDA-ATS