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Trecento milioni quale contributo pubblico alle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale o collocamenti forzati e un'analisi scientifica esaustiva su questo capitolo fosco della storia svizzera.

È quanto prevede il messaggio trasmesso oggi dal Consiglio federale al Parlamento quale controprogetto all'iniziativa popolare per la riparazione, la quale propone dal canto suo l'istituzione di un fondo per risarcire le vittime di 500 milioni.

In Svizzera, prima del 1981, decine di migliaia di persone sono state internate sulla base di un provvedimento amministrativo, senza la decisione di un Tribunale. Molte donne sono state costrette a sottoporsi a una sterilizzazione o ad abortire, migliaia di bambini sono stati dati in adozione contro la volontà delle loro madri o collocati in istituti e costretti a lavorare senza remunerazione.

Nell'aprile del 2013, in occasione di un evento commemorativo a Berna, la consigliera federale Simonetta Sommaruga aveva chiesto scusa a nome del governo per l'ingiustizia inflitta alle vittime. Poco dopo è stata istituita una Tavola rotonda nell'ambito della quale le vittime e i rappresentanti delle autorità, di istituzioni e organizzazioni hanno elaborato un rapporto proponendo anche delle misure, tra cui un fondo di aiuto immediato per coloro che si trovano ancora in grandi difficoltà economiche.

Contemporaneamente il Parlamento ha elaborato un progetto di legge concernente la riabilitazione delle persone internate sulla base di una decisione amministrativa, che è stato approvato dall'Assemblea federale nel marzo del 2014. Nel dicembre dello stesso anno è stata depositata l'iniziativa popolare "Riparazione a favore dei bambini che hanno subito collocamenti coatti e delle vittime di misure coercitive a scopo assistenziale (Iniziativa per la riparazione)", munita di 108'709 firme valide, che propone l'istituzione di un fondo di risarcimento di 500 milioni.

Nel gennaio del 2015, il Consiglio federale ha deciso di opporle un controprogetto indiretto che consentirà di concedere un aiuto in tempi più rapidi. L'esecutivo ha ora adottato all'attenzione del Parlamento il progetto di Legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE).

Il governo auspica che alle vittime ancora in vita, stimate intorno a 12'000-15'000, siano destinate prestazioni finanziarie per un totale di 300 milioni di franchi. La nuova legge federale prevede che tale contributo di solidarietà sia finanziato dalla Confederazione e dai Cantoni, nonché un riconoscimento giuridico dell'accaduto, regole per l'archiviazione sicura degli atti e la loro consultazione da parte delle persone oggetto di misure. Getta inoltre le basi per un'esaustiva analisi scientifica nell'ambito di un programma nazionale di ricerca.

Il Consiglio federale chiede che il Parlamento raccomandi al popolo e ai cantoni di respingere l'iniziativa per la riparazione e di approvare il controprogetto indiretto.

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SDA-ATS