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La moratoria sulla coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM), che scade del dicembre 2017, va prolungata fino al 2021. È quanto auspica il Consiglio federale, che ancora due anni fa si diceva contrario a estendere tale divieto.

Il governo ha incaricato i Dipartimento dell'ambiente (DATEC) e della ricerca (DEFR) di elaborare un messaggio sulla revisione Legge sull'ingegneria genetica (LIG).

A fine agosto 2013, esprimendosi su una mozione del consigliere nazionale Jean-Pierre Grin (UDC/VD), l'esecutivo riteneva non conforme alla Costituzione una proroga della moratoria oltre il 2017.

Nel suo progetto inviato a inizio 2013 in consultazione, il Consiglio federale prevedeva infatti di non estendere il divieto e di introdurre misure per garantire la "coesistenza" di colture transgeniche e tradizionali.

Alla luce delle forti critiche emerse durante la consultazione, il governo ha fatto dietrofront. Lo stesso esecutivo ammette che "una parte rilevante delle cerchie consultate si è pronunciata per il momento fondamentalmente contro la coltivazione di OGM in Svizzera".

Secondo il Consiglio federale la proroga della moratoria - che permette comunque esperimenti realizzati a scopi di ricerca - "consentirebbe di discutere in modo approfondito e obiettivo il possibile futuro utilizzo degli OGM nell'agricoltura svizzera". I dibattiti non dovranno limitarsi a considerazioni relative alla biosicurezza, ma dovranno integrare anche aspetti economici e agricoli, sottolinea il governo.

L'esecutivo intende comunque anticipare l'evoluzione dell'opinione pubblica inserendo nella LIG "una base normativa che permetta di introdurre gli OGM nell'agricoltura in modo controllato". Come già previsto nella legge attuale, dovranno essere fissati "standard per garantire la libertà di scelta dei consumatori".

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SDA-ATS