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CF: quasi 1,9 miliardi di franchi per settore aeronautico

Il Consiglio federale è intervenuto in aiuto al settore aeronautico, in difficoltà a causa dell'epidemia di coronavirus. KEYSTONE/ENNIO LEANZA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 aprile 2020 - 17:51
(Keystone-ATS)

In crisi di liquidità a causa dell'epidemia di Covid-19 che ha praticamente paralizzato il traffico aereo, le compagnie Swiss e Edelweiss, come eventualmente altre società del settore, potranno contare su un aiuto della Confederazione di quasi 1,9 miliardi di franchi.

Lo ha deciso oggi il Consiglio federale ponendo tuttavia diverse condizioni: i soldi devono rimanere in Svizzera e le società che ricevono aiuti non devono versare dividendi.

La procedura

Il Consiglio federale sottoporrà alle Camere federali una domanda di crediti d'impegno per un totale di 1,875 miliardi: 1,275 miliardi per garantire prestiti alle compagnie aeree svizzere e 600 milioni per sostenere le aziende del settore aeronautico attive negli aeroporti nazionali.

Contrariamente alle garanzie a favore delle compagnie aeree, nel caso delle aziende del settore aeronautico o delle società subentranti potrebbe presto emergere il bisogno di un sostegno finanziario diretto, rispettivamente sotto forma di prestiti oppure di partecipazioni. Affinché la Confederazione possa rispondere rapidamente in entrambe le circostanze, il Consiglio federale chiede, insieme al credito d'impegno, un credito aggiuntivo di 600 milioni.

Solo dopo che il parlamento avrà approvato i crediti d'impegno si potranno concludere i contratti necessari con le parti coinvolte (banche, compagnie aeree). Per l'aiuto alle aziende attive nel settore aeronautico, dovrà essere adeguata la legge federale sulla navigazione aerea con una procedura d'urgenza nel corso della sessione straordinaria del 4-7 maggio.

Sostegno atteso

Un intervento da parte della Confederazione era nell'aria, tenuto conto anche di quanto avvenuto all'estero: il governo ha sempre sostenuto che il settore dell'aviazione rappresenta un'infrastruttura critica per l'economia del Paese. Un'opinione ripetuta oggi davanti ai media dalla "ministra" dei trasporti, Simonetta Sommaruga: un'interruzione prolungata dei collegamenti internazionali si tradurrebbe in perdite economiche sostanziali.

Berna non intende però finanziare direttamente le compagnie aeree, ha precisato la presidente della Confederazione. Mediante il credito d'impegno che chiediamo al parlamento forniamo una garanzia al settore, ciò che dovrebbe facilitargli l'ottenimento di prestiti da parte delle banche.

Insomma, l'ente pubblico interverrà solo in via sussidiaria, ha spiegato la consigliera federale, secondo cui le compagnie aeree dovranno in ogni caso, a prescindere dalla crisi, rispettare gli impegni a livello ambientale (su quest'ultimo aspetto hanno insistito molto le organizzazioni e partiti ecologisti nelle ultime settimane).

No soldi all'estero

Secondo la responsabile dei trasporti, i mezzi garantiti dalla Confederazione devono essere utilizzati solo per assicurare le infrastrutture svizzere (nessun deflusso verso le società madri all'estero, come Lufthansa nel caso di Swiss e Edelweiss).

I mezzi generati in futuro dovranno essere impiegati in primo luogo per rimborsare gli aiuti ottenuti (nessun dividendo, nessuna restituzione o trasferimento interni al gruppo fino all'estinzione completa dei prestiti).

Vettori, i bisogni attuali

Stando a una nota governativa, il fabbisogno di liquidità di Swiss ed Edelweiss fino alla fine del 2020 è stimato a circa 1,5 miliardi. La liquidità mancante verrebbe messa a disposizione da un consorzio di banche sulla base dei crediti COVID-19 Plus, secondo cui la Confederazione deve garantire l'85% dei mezzi erogati, tuttavia per un massimo di 1,275 miliardi di franchi.

Il Consiglio federale non mira a una partecipazione al capitale di Swiss o Edelweiss, giacché il successo delle due compagnie è legato essenzialmente alla forte integrazione nel gruppo Lufthansa. Tuttavia i prestiti vengono garantiti con azioni di Swiss ed Edelweiss.

EasyJet Switzerland, a parere dell'esecutivo, dovrebbe riuscire invece a coprire il proprio fabbisogno di liquidità grazie alla società madre. Per questa ragione, allo stato attuale non sussistono le condizioni per un impegno sussidiario da parte della Confederazione. Essendo il suo fatturato inferiore a 500 milioni di franchi, easyJet Switzerland ha inoltre la possibilità di richiedere un credito transitorio COVID-19.

Aziende del settore

Le aziende del settore aeronautico necessarie per il mantenimento dei collegamenti internazionali della Svizzera, come Swissport International, Gategroup e SR Technics, sono attive a livello mondiale e per lo più di proprietà di investitori asiatici. Le strutture aziendali attuali di Swissport e Gategroup non consentono ancora un sostegno finanziario da parte della Confederazione secondo le condizioni stabilite. Per SR Technics, invece, le garanzie necessarie per eventuali prestiti potrebbero in linea di massima essere fornite.

Affinché la ripresa della navigazione aerea non venga compromessa dal fallimento di un'azienda di importanza critica per il sistema, si devono predisporre delle società subentranti sotto la direzione operativa degli aeroporti nazionali. La struttura concreta e la ripartizione degli oneri finanziari deve ancora essere concretizzata nel quadro di colloqui con gli aeroporti e i Cantoni di ubicazione. Il fabbisogno di mezzi per eventuali misure a sostegno di parti, critiche per la Svizzera, delle aziende del settore aeronautico è stimato a circa 600 milioni.

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