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Il Consiglio federale riproporrà misure preventive, come le intercettazioni telefoniche, nell'ambito della Legge sui servizi di informazione della Confederazione. Secondo il governo queste disposizioni permetteranno di lottare più efficacemente contro il terrorismo o lo spionaggio, anche se saranno necessari alcuni adattamenti visto i pareri contrastanti raccolti durante la procedura di consultazione.

Il governo ha preso atto oggi dei risultati della consultazione conclusasi il 30 giugno e ha incaricato il Dipartimento federale della difesa (DDPS) di elaborare un progetto di legge e il relativo messaggio al Parlamento che saranno pronti verosimilmente entro fine anno. Un gruppo di lavoro studierà i pareri emersi dalla procedura per trovare il giusto equilibrio fra protezione della sfera privata e sicurezza pubblica.

"Il Consiglio federale non ha riscontrato la necessità di correzioni fondamentali" del progetto, precisa un comunicato, malgrado il Parlamento abbia già respinto un disegno simile nel 2008.

Il nuovo testo prevede in particolare la possibilità per gli agenti federali di sorvegliare la posta, le comunicazioni telefoniche, i computer e le conversazioni di una o più persone in luoghi privati, qualora vi siano sospetti di attività terroristiche, spionaggio, commercio illegale di armi chimiche o nucleari, attacchi a infrastrutture sensibili oppure agli interessi nazionali.

Il disegno di legge permetterà inoltre di garantire la salvaguarda di interessi essenziali, quali la piazza economica e finanziaria, nonché di agire in caso di sequestro di cittadini svizzeri all'estero. I "servizi segreti" elvetici potrebbero così intervenire in caso di furto di dati bancari e di reclutamento per la Jihad. Le misure di sorveglianza non saranno invece utilizzate per lottare contro l'estremismo violento.

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SDA-ATS