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Das Logo der Ruag anlaesslich der Bilanzmedienkonferenz vom Donnerstag 17. Maerz 2016 in der neuen Spacehalle in der RUAG Produktion im Emmen. (KEYSTONE/Urs Flueeler)

KEYSTONE/URS FLUEELER

(sda-ats)

Alla vigilia della conferenza stampa di bilancio di RUAG, il Consiglio federale ha rivelato l'esito dell'esercizio 2016: il gruppo specializzato negli armamenti e nell'aerospazio controllato al 100% dalla Confederazione ha raggiunto gli obiettivi finanziari.

Se l'utile netto è diminuito su base annua di un milione a 116 milioni di franchi, quello operativo EBIT è cresciuto del 10% a 151 milioni e il fatturato è passato da 1,744 miliardi a 1,858 miliardi di franchi.

L'entrata delle ordinazioni è nettamente aumentata e ha raggiunto 2,036 miliardi, contro 1,828 miliardi nel 2015. Anche il portafoglio ordini è cresciuto a 1,556 miliardi di franchi (1,378 miliardi l'anno prima), indica un comunicato del Consiglio federale.

Il Dipartimento della difesa (DDPS) rimane il principale cliente di RUAG: nel 2016 ha acquistato beni per 568 milioni di franchi, tre in più che nell'anno precedente.

L'onere per la ricerca e lo sviluppo è aumentato del 17%, per un totale di 171 milioni (che corrisponde al 9% dell'importo netto del volume d'affari). I costi autofinanziati per la ricerca e lo sviluppo hanno raggiunto 49 milioni, contro 44 milioni un anno prima.

Il grado di copertura tecnico dell'istituto di previdenza per il personale VORSORGE RUAG ha registrato un calo: da 103% a 101%.

Il Consiglio federale segnala inoltre che i lavori per far fronte ai ciberattacchi sono stati portati avanti in modo sistematico. Nella primavera RUAG era stata oggetto di attacchi informatici: in totale erano stati trafugati più di 20 gigabyte di dati. La responsabilità dell'incursione informatica non è ancora stata chiarita.

Posta e Swisscom, obiettivi raggiunti

La Posta e Swisscom hanno raggiunto gli obiettivi strategici fissati per il 2016, mentre le Ferrovie federali svizzere (FFS) lo hanno fatto solo parzialmente. La situazione finanziaria di queste ultime rimane infatti difficile. È quanto mostrano i rapporti sulle aziende parastatali, approvati oggi dal Consiglio federale.

Dopo i risultati insoddisfacenti degli anni precedenti, le FFS hanno indicato ieri di aver conseguito nel 2016 un utile in aumento a 381 milioni di franchi (246 milioni un anno prima).

Tuttavia il debito netto gravato da interessi è cresciuto di 543 milioni di franchi, in particolare a causa dei versamenti per stabilizzare la cassa pensioni, raggiungendo l'importo di circa 8,8 miliardi, pari a 7,3 volte l'EBITDA (risultato al lordo degli ammortamenti).

Il Consiglio federale si attende a medio termine una limitazione di tale valore a 6,5 volte l'EBITDA.

La Posta

Discorso diverso per la Posta, che ha raggiunto gli obiettivi fissati. Le prestazioni del servizio universale sono state di buona qualità e fornite a prezzi equi. La soddisfazione della clientela ha totalizzato 80 punti su un massimo di 100, restando al livello dei tre anni precedenti, precisa il governo.

Come comunicato due settimane fa, la Posta ha conseguito un utile di 558 milioni di franchi, in calo di 87 milioni rispetto all'anno precedente. Questa contrazione è da ricondurre in particolare alla riduzione del volume di invii, alla pressione sui margini nel settore logistico e ai bassi tassi di interesse.

Nelle attività principali il gigante giallo è riuscito tuttavia a mantenere invariate le proprie quote di mercato. In particolare, il continuo aumento delle vendite online ha comportato un incremento del trasporto di pacchi pari al 5,7%. Gli utili del gruppo distribuiti alla Confederazione sono stati pari a 200 milioni, come negli anni precedenti.

Swisscom

A sua volta Swisscom, che ha pubblicato i suoi risultati un mese e mezzo fa, ha difeso la sua posizione di leader del settore svizzero delle telecomunicazioni, nonostante i mercati tradizionali (rete fissa e mobile, banda larga) siano sempre più saturi e caratterizzati da una forte concorrenza a livello di prezzi. Ciò ha comportato un calo del fatturato e dei risultati nel "core business" elvetico, sottolinea ancora il governo.

Grazie al controllo dei prezzi e alla crescita in altri settori, Swisscom è riuscita però a compensare queste perdite, conseguendo un fatturato netto quasi stabile (-0,3% a 11,6 miliardi di franchi) rispetto all'anno precedente. L'utile netto è aumentato del 18% a 1,6 miliardi, in particolare grazie ad alcuni effetti straordinari del 2015 (accantonamento in vista di una possibile multa da parte della Commissione della concorrenza).

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SDA-ATS