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Per evitare abusi e un eccessivo sovraccarico dell'assistenza sociale, i cittadini dell'Ue e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) che intendono recarsi in Svizzera in cerca di lavoro potranno ottenere a questo scopo un permesso di breve durata (3 mesi) a patto che dispongano di mezzi finanziari sufficienti. È quanto prevede la modifica dell'ordinanza sull'introduzione della libera circolazione delle persone (OLCP) che entrerà in vigore all'inizio di aprile. In questo modo le varie prassi cantonali in materia vengono armonizzate.

L'Accordo sulla libera circolazione (ALC) subordina già al rispetto di tale principio il rilascio di un permesso di soggiorno di breve durata in vista della ricerca di un impiego.

La modifica dell'ordinanza, indica una nota odierna del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), mira tuttavia ad armonizzare la prassi a livello svizzero risolvendo alcuni dubbi quanto all'interpretazione dell'ALC.

In procedura di consultazione, l'esclusione dall'aiuto sociale dei cittadini Ue, nonché dei loro congiunti, che vengono in Svizzera in cerca di impiego, è stata generalmente ben accolta.

La modifica dell'ordinanza approvata oggi fa parte di un pacchetto di misure che comprende anche cambiamenti alla legge federale sugli stranieri (LStr) presentato due settimane prima che si votasse sull'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa, adottata dal popolo il 9 di febbraio del 2014.

Il governo intende precisare, per esempio, a quali condizioni i cittadini UE e AELS (Norvegia, Islanda e Liechtenstein) perdono il diritto di soggiorno quando non hanno più un lavoro e non percepiscono più indennità di disoccupazione. Anche in questo caso i cantoni applicano procedure diverse.

Al termine della procedura di consultazione, PLR e PPD hanno chiesto inoltre che i permessi di dimora (B) per questi lavoratori, validi cinque anni, non vengano più concessi automaticamente.

Stando a una sentenza del Tribunale federale dello scorso febbraio riguardante un cittadino tedesco, l'ALC non permette ai cittadini dell'Ue di beneficiare indefinitamente del diritto di soggiornare in Svizzera se non trovano un lavoro.

La sentenza si rifà al punto di vista delle autorità cantonali. I cittadini di questi Paesi che giungono nella Confederazione per lavoro ottengono un permesso di dimora (B) valido cinque anni. Se, alla scadenza di questo periodo, sono senza lavoro per più di dodici mesi, l'autorizzazione non può essere prorogata per più di un anno.

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SDA-ATS