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BERNA - La disponibilità ad impegnarsi per un periodo 1,5 volte più lungo del servizio militare - la cosiddetta prova dell'atto - di principio è una garanzia sufficiente della motivazione dei candidati al servizio civile, ritiene il Consiglio federale. Tuttavia, il governo, messo sotto pressione dal parlamento intende adottare misure per evitare una penuria di soldati.
Con varie mozioni le due Camere hanno chiesto al governo di rivedere la legge per evitare che l'elevato numero di domande di servizio civile minacci l'obbligo generale di servire nell'esercito e, di conseguenza, la stabilità degli effettivi delle forze armate.
Dall'anno scorso i candidati al servizio civile non devono più sottoporsi ad un esame di coscienza. Stando alla legge, la loro motivazione è garantita dalla prova dell'atto. Da allora il numero di domande di servizio civile è notevolmente aumentato: fino al 2008 erano in media circa 1800 all'anno, nel 2009 sono state 7200.

SDA-ATS