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BERNA - Il Consiglio federale non cambia idea e continua a puntare sul tasso unico dell'IVA, e ciò malgrado le numerose proteste sollevate. Sulla base di calcoli attualizzati, il governo, nel messaggio inviato al Parlamento, propone ora un tasso del 6,2%. Nessun cambiamento invece per quel che concerne le eccezioni.
L'esecutivo federale aveva deciso di rivedere i suoi calcoli - inizialmente aveva proposto un tasso unico del 6,1% - per tener conto sia delle conseguenze della prima parte della riforma dell'IVA (semplificazione amministrativa), sia dell'aumento - per sette anni a partire dal 2011 - delle aliquote dell'imposta in favore dell'AI, accolto in settembre in votazione da popolo e cantoni.
Fino al 2017, il tasso unico previsto dal Consiglio federale ammonterà dunque in realtà al 6,5%, e ciò proprio per tenere conto dell'aumento dell'IVA per l'AI. In seguito, sarà abbassato all'annunciato 6,2%.
Attualmente in Svizzera l'IVA ha tre aliquote diverse: il tasso normale è del 7,6% (8,0% nel periodo 2011-2017), il settore alberghiero ha un'imposizione agevolata del 3,6% (2011-2017: 3,8%), mentre i beni di consumo quotidiani (alimentari, libri, giornali, settore della sanità, ecc.) sono tassati nella misura del 2,4% (2011-2017: 2,5%).
Come già annunciato dal ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz nel 2008, dei 29 rami d'attività oggi esentati dal pagamento dell'IVA, in futuro dovrebbero rimanerne solo cinque: servizi finanziari e assicurativi; scommesse, lotterie e altri giochi d'azzardo; vendita e locazione di immobili; agricoltura e silvicoltura; prestazioni all'interno del medesima collettività pubblica. I settori del sociale, della sanità, della formazione, della ricerca e della cultura saranno quindi assoggettati all'imposta sul valore aggiunto.
Le società sportive o culturali che non perseguono uno scopo lucrativo e sono gestite a titolo onorifico, nonché le istituzioni di utilità pubblica, non saranno assoggettate all'imposta fintanto che le loro entrate non supereranno i 300'000 franchi annui.

SDA-ATS