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"Non sono Charlie, non sono abbastanza coraggioso". È quanto si legge in un commento a firma di Robert Shrimsley sul "Financial Times", in cui si definiscono i giornalisti e vignettisti del magazine francese Charlie Hebdo uccisi a Parigi come veri "combattenti per la libertà".

Il giornale della City afferma che la campagna di solidarietà internazionale, che sta avendo un particolare successo sul web, serve solo "a farci sentire meglio".

"I leader di Charlie Hebdo erano molto più coraggiosi della maggior parte di noi", afferma Shrimsley, sottolineando che il loro coraggio è quello che permette di cambiare il mondo.

"Per essere Charlie dovevi essere pronto a sfidare le reali minacce di morte e gli attacchi incendiari; ad andare avanti, come i giornalisti assassinati, nonostante i rischi evidenti alla tua vita mentre lavoravi sotto la protezione della polizia. Vuol dire continuare a pubblicare vignette e barzellette che tu sai infiammeranno gente che ha bisogno di un minimo incitamento per uccidere".

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SDA-ATS