Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Ufficialmente, la condanna dei governi e della stampa dei Paesi islamici per l'attacco a Charlie Hebdo è unanime. Ma dalla Siria e dall'Iran piovono anche critiche sulla Francia, accusata non solo di aver mancato di rispetto all'Islam, ma soprattutto di avere contribuito essa stessa ad alimentare il terrorismo con un appoggio fornito in Siria ai gruppi armati che combattono il regime.

"Condanna araba, islamica e internazionale dell'attacco", ha sottolineato in prima pagina oggi il quotidiano panarabo Asharq al Awsat, ricordando in particolare le dure prese di posizione espresse ieri dalla Lega Araba e dall'autorevole università islamica di Al Azhar al Cairo. Mentre l'altro maggiore quotidiano panarabo, Al Hayat, titola: "Terroristi colpiscono a sangue freddo nel cuore di Parigi".

Il libanese As Safir, tradizionalmente vicino a Damasco, definisce l'attacco al settimanale satirico francese un "orribile crimine contro la libertà di stampa e gli arabi", riflettendo i timori di possibili ripercussioni sulle comunità di immigrati in Francia e in Occidente in generale, e comunque degli effetti negativi che l'attacco può avere sull'immagine dei Paesi mediorientali.

Diversi governi arabi hanno prontamente reagito a quanto avvenuto ieri nel cuore della capitale francese. L'agenzia ufficiale saudita SPA condanna quello che definisce "il codardo attacco terrorista, rifiutato dall'Islam e da tutte le religioni".

Dall'Iran - 'altra sponda' del Golfo in tutti i sensi, non solo geografico ma anche perché Paese non arabo e sciita, a differenza delle monarchie arabe rette da famiglie sunnite - la portavoce del ministero degli Esteri, Marzieh Afkham, ha pure denunciato l'attacco, tornando peraltro a criticare la decisione di Charlie Hebdo di ripubblicare 12 vignette del profeta Maometto nel 2006 già apparse sul quotidiano danese Jyllands-Posten, che suscitarono proteste e violenze in diversi Paesi musulmani. "Fare uso della libertà di espressione per umiliare le religioni monoteiste e i loro valori e simboli è inaccettabile", ha puntualizzato la portavoce di Teheran, rimproverando inoltre a Parigi d'avere usato una politica di "due pesi e due misure" di fronte al terrorismo.

È proprio questa la critica rivolta alla Francia anche da una fonte del ministero degli Esteri siriano, secondo la quale Parigi, insieme ad altri governi occidentali, ha armato e sostenuto gruppi estremisti in Siria contro il presidente Bashar al Assad, che ora si rivelano una minaccia per la stessa Europa. "La Siria ha più volte avvertito dei pericoli di sostenere il terrorismo", ha affermato la fonte, citata dall'agenzia ufficiale Sana, aggiungendo che Damasco aveva ammonito pure che "questo terrorismo sarebbe ricaduto sui suoi sostenitori".

In Iraq, invece, dove Parigi partecipa ai raid della Coalizione internazionale a guida americana contro i jihadisti dell'Isis, un gruppo di giornalisti e attivisti civili iracheni ha organizzato oggi un raduno davanti al centro culturale francese a Baghdad per manifestare la propria solidarietà alla Francia. "Questo raduno - ha detto Ziyad Al Ajily, capo dell'Osservatorio per la libertà dei giornalisti - vuole essere un messaggio: siamo tutti contro l'estremismo, che prende di mira i giornalisti in Francia così come in Iraq".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


Sondaggio svizzeri all'estero

Sondaggio

Cari svizzeri all'estero, le vostre opinioni contano

Sondaggio

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS