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Chiese cattolica e riformata giù, senza confessione su

I musulmani residenti in Svizzera partecipano poco a funzioni religiose collettive. Keystone/PETER KLAUNZER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 gennaio 2020 - 15:44
(Keystone-ATS)

Il legame delle persone residenti in Svizzera con le istituzioni religiose si erode sempre più.

Tra il 2010 e il 2018 la quota dei cattolici-romani e degli evangelici-riformati è diminuita rispettivamente di 3 e 5 punti percentuali al 36,5% e al 24,4%. Simultaneamente la proporzione della popolazione di oltre 15 anni che si dice senza confessione è salita di 8 punti al 25,0%.

L'accresciuta distanza con le istituzioni è rivelata anche dal fatto che il 71% dei residenti permanenti si reca al massimo cinque volte all'anno in un luogo di culto per seguire una funzione religiosa. I più refrattari a queste pratiche - evidentemente dopo i senza confessione - sono coloro che si dicono musulmani o aderenti a una comunità derivante dall'islam: il 46% di loro non ha mai partecipato a una funzione religiosa collettiva nel corso dei dodici mesi precedenti l'indagine pubblicata oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST).

La tendenza degli ultimi otto anni si iscrive tutto sommato in quella in atto da 40 anni, periodo nel quale la quota di cattolici-romani è rimasta relativamente stabile, mentre quella degli evangelici-riformati è fortemente diminuita, a vantaggio della proporzione di persone che si dichiarano senza appartenenza religiosa.

Stando alla Rivelazione strutturale per il periodo 2010-2018, l'unico altro cambiamento sensibile riguarda l'islam: la quota delle comunità musulmane è crescita di un punto percentuale, al 5,2%. Tutte le altre appartenenze religiose assieme - dalla Comunità neo-pietista ed evangelica (0,6%) alle comunità induiste (pure 0,6%) - rappresentano il 7,5% dei residenti. Tra queste vi è anche la comunità di confessione ebraica, storicamente presente in Svizzera, che rappresenta una quota dello 0,3% della popolazione.

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