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L'azienda elettrica bernese BKW non risparmierà nulla con la chiusura anticipata al 2019 della centrale di Mühleberg per quanto riguarda i suoi contributi ai fondi che devono servire a coprire i costi di smantellamento degli impianti nucleari e di smaltimento delle scorie. Dovrà anzi pagare in sei anni quello che avrebbe versato in nove, secondo l'Ufficio federale dell'energia (UFE).

"I contributi ai fondi saranno ricalcolati per Mühleberg, perché erano pianificate per un periodo di 50 anni, ossia fino al 2022", ha detto oggi all'ats Marianne Zünd, portavoce dell'UFE. La chiusura anticipata non avrà effetti neppure sulle somme addebitate ai gestori delle altre quattro centrali atomiche.

Una volta spenta Mühleberg, comincerà la fase di disattivazione. "È il periodo più critico, perché i materiali combustibili dei reattori, fortemente radioattivi, saranno evacuati", spiega David Suchet, portavoce dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). Questa fase durerà cinque anni e dovrebbe costare 320 milioni di franchi.

Seguirà poi lo smantellamento del sito, che dovrebbe durare circa 10 anni e costare 490 milioni secondo i calcoli dell'IFSN. Queste due fasi sono coperte dal Fondo di disattivazione, che è stato istituito nel 1984 ed è alimentato dai contributi versati obbligatoriamente dai proprietari degli impianti nucleari di Beznau 1 e 2, Mühleberg, Gösgen e Leibstadt, nonché del deposito intermedio centralizzato di Würenlingen (Zwilag). A fine 2012 il capitale accumulato ammontava a 1,531 miliardi di franchi, mentre i costi per le cinque centrali sono stati stimati a 2,974 miliardi.

Per coprire i costi di smaltimento delle scorie radioattive e degli elementi combustibili esausti dopo la messa fuori servizio delle centrali atomiche è stato istituito nel 2000 un Fondo di smaltimento, esso pure alimentato da proprietari mediante contributi obbligatori. Per Mühleberg, i costi sono valutati a 1,8 miliardi, mentre per l'insieme delle centrali elvetiche è stato stimato a 15,970 miliardi.

Lo smaltimento delle scorie prodotte durante l'esercizio delle centrali è a carico dei proprietari delle centrali, che hanno già dovuto sborsare circa 5,1 miliardi fino al 2012 e dovranno scucirne altri 7,5 entro la disattivazione di tutti i reattori. Il Fondo di smaltimento dovrebbe coprire gli 8,4 miliardi restanti. A fine 2012, il capitale accumulato ammontava a 3,22 miliardi.

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SDA-ATS