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L'emblea della Cia nel suo quartier generale di Langley, in Virginia

Keystone/EPA/DENNIS BRACK/POOL

(sda-ats)

La fuga di informazioni che ha scatenato il "Ciagate" non sarebbe stata causata da hacker di una potenza straniera ma molto probabilmente da un dipendente o un contractor infedele.

Lo hanno detto fonti investigative al New York Times, spiegando che l'Fbi è pronto a interrogare chiunque abbia avuto accesso ai documenti rubati.

Si tratta di centinaia di persone, probabilmente oltre mille. Il sospetto e' che ad agire sia stato un contrattista che ha operato da un server esterno alla Cia. Ma nessuna pista viene esclusa.

La Cia ha intanto pubblicato una nota sulla vicenda. "Non abbiamo commenti da fare sull'autenticità dei presunti documenti d'intelligence diffusi da Wikileaks", afferma l'agenzia di intelligence all'estero, aggiungendo che la legge le "proibisce di fare sorveglianza elettronica su individui nelle loro case".

E in ogni caso, prosegue la nota, "l'opinione pubblica americana dovrebbe essere profondamente preoccupata da ogni tipo di rivelazione di Wikileaks che mira a danneggiare la capacità dell'intelligence di proteggere l'America contro i terroristi e altri avversari".

SDA-ATS

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