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Cile: minatori, azione giudiziaria contro proprietà miniera

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 agosto 2010 - 20:52
(Keystone-ATS)

SANTIAGO DEL CILE - Prima azione giudiziaria contro i proprietari della miniera di San Josè nel nord Cile e contro i funzionari che la gestiscono da parte di una delle famiglie dei minatori intrappolati a 700 metri di profondità.
"Non chiedo un risarcimento finanziario, ma voglio mettere di fronte alle proprie responsabilità i proprietari della miniera e tutti quelli che non hanno fatto il loro lavoro per garantire la sicurezza dei lavoratori", ha detto Carolina Narvaez, moglie di Raul Bustos, uno degli operai intrappolati. La denuncia è stata fatta contro la società San Esteban e contro i funzionari del Servizio nazionale geologico e minerario per aver autorizzato la riapertura della miniera dopo un precedente incidente nel 2007.
Intanto, la comunità delle famiglie dei minatori che vivono all'accampamento Esperanza è stata rallegrata da una bella notizia: una proposta di matrimonio. "Quando esco compriamo il vestito bianco e ti sposo in chiesa": con queste parole uno dei minatori intrappolati ha chiesto alla moglie Yesica Yanez di sposarlo, un sogno che la donna inseguiva da ben 25 anni. La sua è una famiglia particolarmente colpita dalla tragedia perchè oltre al marito sono bloccati sotto terra anche un nipote e due cugini. Yesica ha già cominciato a fare la lista degli invitati. La coppia ha tre figli e la donna racconta che hanno sempre rimandato la cerimonia per vari motivi, non ultimo quello economico.

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