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SANTIAGO - I 33 minatori cileni intrappolati da più di tre settimane in una galleria della miniera San Josè, a 700 metri di profondità, hanno parlato con i rispettivi familiari ieri per la prima volta da quando è avvenuto il crollo della miniera.
Secondo quanto riporta la Cnn online, i soccorritori sono riusciti ad allestire una linea telefonica che ha consentito ai familiari di parlare con i minatori, 20 secondi a testa. "Sta bene. Mi ha detto di essere paziente e di avere fiducia", ha detto Antenor Barrios, padre di uno dei minatori intrappolati, dopo aver parlato con il figlio Carlos. I responsabili sostengono che ci vorranno almeno quattro mesi prima di poter salvare i minatori mentre oggi dovrebbe entrare in funzione la macchina perforatrice che scaverà un tunnel dal quale i minatori saranno fatti risalire in superficie.
Intanto, per risollevare lo spirito e mantenere la fiducia nel successo dei soccorsi, ai minatori sono stati fatti arrivare Mp3, un mini apparecchio tv e la registrazione di alcune partite di calcio. E, per evitare il diffondersi di malattie, il ministro della Salute cileno, Jaime Manalich, ha detto che sono stati fatti arrivare anche vaccini per proteggersi dalla difterite e dal tetano. Previsto, intanto, domani l'annunciato arrivo di esperti della Nasa finalizzato contribuire al sostegno psicologico dei minatori isolati dal mondo in un ambiente chiuso e ristretto come avviene per gli astronauti.

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SDA-ATS