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Un ennesimo ennesimo, violento terremoto ha colpito il Cile, lasciando un bilancio di 10 morti, qualche decina di feriti e oltre un milione di persone evacuate dalla costa per il rischio di uno tsunami.

Il terremoto, di magnitudo 8,4 nella scala di Richter - il sesto sisma più intenso della storia del Cile e il più violento dell'anno a livello mondiale - è iniziato poco prima delle ore 20 (l'una del mattino in Svizzera), con epicentro a 25 km ad ovest di Illapel, nella regione di Coquimbo, circa 200 km a nord di Santiago.

La scossa iniziale è stata abbastanza forte, ma sono state le repliche che si sono susseguite nelle ore seguenti - più di 400, secondo le autorità locali - che hanno seminato il panico nella popolazione, mentre il governo ha immediatamente ordinato l'evacuazione della costa pacifica, tenendo in conto il rischio di uno tsunami.

Di fatto, il terremoto è stato così intenso che è stato sentito a migliaia di chilometri di distanza, sulla costa atlantica dell'Argentina e dell'Uruguay, dove centinaia di persone sono uscite di casa preoccupate dai tremori, e si sono moltiplicati i messaggi allarmati sui social network.

Il temuto tsunami finalmente non è arrivato, anche se località come La Serena, capoluogo della provincia di Coquimbo, sono state raggiunte da onde alte 4,5 metri e a Valparaiso, 400 km più a sud, sono state registrate "variazioni importanti delle maree, di quasi due metri", secondo le autorità locali.

La presidente Michelle Bachelet ha riunito un consiglio dei ministri di emergenza la scorsa notte nel Palacio de la Moneda di Santiago e oggi si è recata nella zona colpita dal sisma per monitorare personalmente la situazione ed ha proclamato la regione "area di catastrofe" "Ci sono ancora circa 100 mila famiglie senza luce, in gran parte a Coquimbo, La Serana e Ovalle", ha detto Bachelet, che ha congratulato la protezione civile ma anche i cittadini comuni del suo paese per quella che ha definito "una risposta molto positiva ed efficace" dopo il terremoto.

La presidente ha annunciato anche la sospensione delle attività ufficiali previste per il fine settimana, in occasione de "La Dieciocho", una festa di due giorni in cui i cileni celebrano la loro indipendenza dall'impero coloniale spagnolo. E così, mentre l'allarme rosso per il rischio tsunami è stato revocato oggi su tutta la costa cilena, è cominciata l'ispezione della distruzione causata dal sisma: è nei dintorni di Illapel che si è registrato il maggior numero di casi, mentre nelle località costiere le ondate di acqua marina hanno distrutto imbarcazioni e veicoli di ogni tipo, provocando anche danni importanti negli edifici più vicini all'oceano.

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SDA-ATS