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Decine di migliaia di studenti hanno sfilato a Santiago e in altre città cilene per protestare contro la serie di scandali legati alla corruzione della classe politica, che hanno già portato a un crollo dell'indice di popolarità della presidente Michelle Bachelet.

La manifestazione principale, svoltasi a Santiago, ha riunito 150 mila studenti - 40 mila secondo la polizia - e si è chiusa con incidenti violenti nei quali sono rimasti feriti 6 agenti e per i quali sono stati fermati circa 16 manifestanti.

Si è trattato della prima mobilitazione di massa dell'agguerrito movimento studentesco cileno diretta non esclusivamente alla richiesta di una riforma dell'educazione nel paese, anche se gli studenti mantengono le loro critiche al progetto presentato dal governo per il settore dell'istruzione.

"Per noi la riforma dell'educazione resta un punto importante, ma il problema ora è che qualsiasi riforma che sia fatta in questo momento, con la situazione che c'è nel mondo politico, probabilmente sarà considerata illegittima", ha detto Valentina Saavedra, segretaria della Federazione di studenti del Cile (Fech).

L'attualità politica in Cile è dominata da settimane dalla cronaca del cosiddetto "nuoragate" - un presunto traffico di influenze attribuito al figlio di Michelle Bachelet, Sebastian Davalos, e la moglie - e le rivelazioni di finanziamenti politici illeciti da parte di importanti gruppi economici come il Penta e la Soquimech, amministrata da Julio Ponce Lerou, ex genero di Augusto Pinochet.

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SDA-ATS